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Dizionario dei soprannomi di Reggio Emilia al cinema estivo

Per una volta al cinema, al centro della serata, ci saranno le parole e non solo le immagini. Il prossimo 2 settembre (alle ore 21,15) l’arena di via Samarotto ospiterà L’energia delle parole, un evento a cura di Paolo Nori realizzato da Arci in collaborazione con il Gruppo Hera. Anche le parole hanno un’energia, una specie di batteria interna che le fa vibrare e a seconda della carica fa restituire loro un certa intensità. Le parole che andranno in scena all’arena estiva del cinema sono di due specie. Ci saranno i soprannomi di Reggio Emilia, restituiti dalla lettura in anteprima di un libro dedicato e frutto di un lavoro collettivo guidato da Nori e poi i versi della poesia di Raffaello Baldini. I soprannomi reggiani sono il risultato dell’elaborazione che lo scrittore lo scrittore di Parma ha realizzato con i partecipanti a un seminario di scrittura per arrivare a comporre il Dizionario dei soprannomi di Reggio Emilia, un’esperienza che prosegue nel solco della fortunata esperienza del Repertorio dei matti della città di Reggio Emilia realizzato da Arci in collaborazione con Marcos y Marcos.

 “I soprannomi – spiega Nori – sono delle minuscole, insignificanti onde sonore, durano per secoli (da noi i soprannomi si ereditavano, come i cognomi), hanno un’energia invidiabile che, con questo libretto, noi cerchiamo di catturare e di restituire. L’idea che sta dietro questo libretto è che raccontando una cosa marginale, di secondo piano, non ufficiale, come i soprannomi, salti fuori una faccia della città non ufficiale e quindi forse più vera e più interessante di quella che va a finir sulle lapidi o nei libri di storia”. Ecco qualche anteprima del Dizionario dei soprannomi di Reggio Emilia, “Uno lo chiamavano Mennea perché finiva di lavorare alle sei e alle sei meno un quarto era già a casa”. Oppure “Uno aveva i capelli biondi, le sopracciglia bionde, con gli occhi azzurri, la carnagione chiara, allora lo chiamavano Il Biondo. Uno aveva i capelli scuri, le sopracciglia scure, gli occhi scuri, la carnagione scura e lo chiamavano anche lui Il Biondo”.

L’energia delle parole si concluderà con la visione del film di Silvio Soldini Treno di Parole. Un omaggio a Raffaello Baldini, poeta e drammaturgo romagnolo che rivive nelle testimonianze di scrittori, poeti e impreziosite da immagini inedite di repertorio.

Raffaello Baldini era un poeta romagnolo, “uno dei tre o quattro poeti più importanti d’Italia”, come ricorda la scrittrice Vivian Lamarque. Eppure molti non sanno neppure della sua esistenza, e men che meno della sua importanza all’interno del panorama letterario italiano, perché Baldini si è espresso soprattutto nel dialetto della sua terra, potente ed evocativo, ma di difficile comprensione fuori dalla Romagna.