Home Appuntamenti ”Fotogrammi Stupefacenti, la storia di una rivincita” all’auditorium Bertoli

”Fotogrammi Stupefacenti, la storia di una rivincita” all’auditorium Bertoli

Sarà presentato lunedì prossimo, 16 settembre a partire dalle 20 all’Auditorium Bertoli di via Pia, nell’ambito di Sassuolo Solidale e promosso dall’associazione Anglad, il libro dal titolo ”Fotogrammi Stupefacenti, la storia di una rivincita”, di Federico Samaden.

Andata agli inferi e ritorno: la droga è certamente un viaggio, c’è chi ne esce e chi non sa di aver iniziato una strada che può essere senza ritorno. Il libro autobiografico di Federico Samaden ”Fotogrammi Stupefacenti” è la storia di una rivincita come indica il sottotitolo.

E’ un dono di vita, un importantissimo atto di restituzione che l’autore ha sentito l’impeto di dover dare.

E’ stato presentato in una affollata Sala Filarmonica, a Rovereto, la città in cui oggi Federico Samaden svolge un lavoro di apprezzato dirigente scolastico. La sua storia è davvero la storia di una rinascita. Ed il suo libro un’iniezione di speranza per tutti quelli che il dramma della droga lo vivono in prima persona o nei propri familiari.  Vi si narrano le bugie, le truffe (soprattutto a se stessi) che il tossico adotta come metodo di vita per ingannare gli altri e negare l’evidenza di un problema che mangia la testa e il cervello e diventa in chi fa uso di sostanze, una ragione di vita.

Federico Samaden racconta la sua esperienza di caduta, i suoi tentatvi di venirme fuori, la sua rinascita a San Patrignano, l’incontro con Vincenzo Muccioli, la sua successiva esperienza di educatore ex-tossico per i tossicodipendenti, gli amori della sua vita, le ragioni oer cui si può vivere bene e la sua storia – con i molti sensi di colpa di cui è invitabilmente intrisa – è una testimonianza in cui molti potranno riconoscersi. Al mondo degli adulti e in particolare ai genitori e agli educatori il libro offre un monito: ad essere vigili affinché aiutino i figli a maturare un’identità solida, bilanciata, in grado di resistere alle pressioni di morte di cui la droga è perfida messaggera.