
Con “Il fonditore” Graziosi dedica la sua opera al mondo operaio, a cui si interessò anche attraverso la frequentazione della Fonderia del Pignone di Firenze, che gli offrì l’occasione per osservare gli operai al lavoro e ritrarli in veloci schizzi.
La scelta del soggetto della scultura è ispirata alle opere del belga Meunier: l’uomo è possente e muscoloso, con grandi mani, i piedi rinserrati in zoccoli informi, colto durante un pesante sforzo fisico che lo costringe ad una postura faticosa e a un’espressione dolente.
La Gipsoteca Graziosi sarà aperta nella sua veste rinnovata grazie al contributo dell’associazione Amici dei Musei e al sostegno della famiglia Welker che ha finanziato il restauro dei dipinti. Si tratta del primo step di un intervento più ampio che consentirà di esaltare e rendere più fruibili le opere custodite, valorizzando il percorso poliedrico di un artista che ha goduto un riconoscimento nazionale.
Le opere esposte consentono di ripercorrere le fasi salienti della vicenda artistica del Graziosi, dall’iniziale adesione alle tematiche del verismo sociale alle ricerche espressive stimolate dalla visione diretta delle opere di Rodin, all’interesse per la vita del mondo contadino, uno dei temi fondamentali della sua produzione.
La Gipsoteca – istituita nel 1984, con l’acquisizione di una raccolta di opere scultoree, pittoriche e grafiche di Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro 1879 – Modena 1942) donata dagli eredi – dal 2018 è entrata a far parte dei luoghi “Aperti per voi”, del Touring. Chi volesse visitarla in altri giorni può rivolgersi al personale dell’infopoint di Palazzo dei Musei.
Informazioni online sui Musei (www.museicivici.modena.it).

