
I lavori per la realizzazione di SPDC e RTI si sono conclusi nelle scorse settimane: dopo i collaudi e le necessarie autorizzazioni sarà possibile avviare le attività e consentire l’ingresso del personale e delle persone assistite.
L’edificio è stato oggetto di un importante intervento di miglioramento antisismico, simboleggiato dalla struttura metallica a forma di croce installata sulla facciata. L’adeguamento di tutta l’impiantistica alle nuove normative, la coibentazione esterna e la sostituzione degli infissi garantiscono inoltre un alto risparmio energetico.
L’intervento complessivo ha radicalmente modificato la precedente struttura, con la ristrutturazione del piano terra della palazzina e un importante ampliamento di superficie. È stata così adeguata alle esigenze normative e cliniche di cura e assistenza delle persone con disagio psichico critico, secondo un modello di presa in carico e di accompagnamento delle fasi acuta e post-acuta, dal ricovero ospedaliero all’avvio della necessaria riabilitazione. Sono 120 i mq aggiuntivi (il 32% in più rispetto ai precedenti 375 mq) che hanno permesso di ricavare nuovi locali giorno e migliorare gli spazi per gli operatori.
Presente alla visita anche l’Associazione Al di là del muro che nei nuovi spazi al piano terra ha allestito una mostra fotografica realizzata da uno dei suoi soci, Maurizio Bergianti, dal titolo evocativo “Trova l’intruso”, con l’obiettivo di offrire uno stimolo alla riflessione sulla percezione sociale della sofferenza mentale.

“Con questa struttura – sottolinea il Direttore Generale dell’Azienda USL di Modena Antonio Brambilla – Carpi diventa la prima sede pubblica in provincia a integrare la gestione della fase acuta con i servizi residenziali-riabilitativi. Una flessibilità che garantisce una risposta puntuale e immediata ai bisogni di cura, andando incontro alle mutevoli esigenze di ricovero di ogni paziente”.
“La nuova SPDC a Carpi – spiega Alberto Bellelli, Sindaco del Comune di Carpi – è un’opera che abbiamo atteso e richiesto all’Ausl come Ente locale, assieme alle rappresentanze delle associazioni di salute mentale. Completa un importante investimento da parte dell’Azienda su questi temi – ricordiamo che è attiva anche la RTI – e pensiamo si sia fatto un lavoro significativo per continuare a mantenere non soltanto elevata la risposta che noi diamo in questo Distretto, compreso il fatto che abbiamo in ogni modo sempre cercato di ridurre il tema dei ricoveri “coatti”; ma cercare anche quelle che sono forme di sperimentazione adeguate per dare risposte in un ambito così delicato”.

