
Si va dal sostegno degli anziani contro la solitudine all’aiuto ai più poveri, dall’inclusione sociale delle persone con disabilità al miglioramento della qualità della vita nelle città, alla sostenibilità ambientale e urbana. Fronti su cui, in Emilia-Romagna, la Regione continua ad investire, partendo proprio dal sostegno al Terzo settore: realtà che può contare su 2.907 organizzazioni di volontariato iscritte all’Albo regionale e 4.873 associazioni di promozione sociale, con quasi 266mila volontari e oltre 12mila lavoratori impegnati da Piacenza a Rimini.
“Il Terzo settore è un grande patrimonio di questa regione, da tutelare, valorizzare e fare crescere- afferma il presidente con delega al Welfare, Stefano Bonaccini-. Lo dimostrano i numeri delle organizzazioni che lo compongono, delle persone che volontariamente lo animano e la ricchezza dei progetti che anche quest’anno andremo a finanziare. Una macchina della solidarietà a cui dobbiamo tanto, per la capacità di costruire reti attorno a bisogni territoriali, di mobilitare i più giovani, di guardare alle necessità delle persone fragili”.
Tra i progetti che si sono aggiudicati le risorse regionali, diversi sono incentrati sul contrasto alla marginalità e all’esclusione sociale e al protagonismo dei giovani, altri sul sostegno scolastico (come attività ricreative e sport) per ridurre il rischio di abbandono.Alcune proposte intervengono sul fronte sanitario (sostegno delle persone affette da Alzheimer, autismo, malati terminali) e della prevenzione, attraverso percorsi formativi e di sensibilizzazione. E ancora, sono molti i progetti del mondo della cooperazione per il trasporto sociale delle persone con disabilità e non autosufficienti e quelli che promuovono l’applicazione della legge sul ‘Dopo di noi’. Numericamente significative, tra le proposte finanziate, quelle legate all’educazione ambientale e alla riqualificazione del territorio, ma anche all’aggregazione sociale nei quartieri (servizi di informazione e orientamento in ambito sociale, biblioteche, orti sociali, nuovi modelli dell’abitare, come cohousing e housing sociale).

