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Il traffico d’organi ed il volume d’affari che genera al centro di un incontro proposto dal Laboratorio CRID di Unimore

Il traffico di organi sarà l’importante tema che sarà affrontato in un incontro promosso dal Laboratorio CRID su Discriminazioni e Vulnerabilità di Unimore all’interno del ciclo di dialoghi dedicato a I diritti violati, traffico di esseri umani, sfruttamento dei minori e violenze sulle donne.

Il fenomeno del traffico d’organi pare diventare sempre più dilagante. Si parla di un giro d’affari di 1,5 miliardi di dollari, con guadagni fino a 100mila dollari per i chirurghi, fino a 10mila per i broker e tra i 3mila e i 15mila per i donatori, fermo restando che nei casi più drammatici si verificano veri e propri atti di predazione.

La merce umana presente in alcuni distretti più poveri al mondo della quale si nutriva questo fenomeno, ora pare alimentarsi nelle pieghe degli esseri umani in fuga dall’Africa. Persone sradicate che si accalcano nei campi profughi o nei barconi della speranza, disposte in certi casi a vendere anche una parte di sé pur di sopravvivere. La rete del traffico d’organi fa profitto sulla disperazione di queste persone senza tutele e non si ferma nemmeno di fronte ai bambini.

L’incontro, rivolto alla comunità studentesca ma anche alla cittadinanza, si terrà venerdì 15 novembre 2019 alle ore 12.00 in Aula O presso il Complesso San Geminiano (via San Geminiano, 3) a Modena e vedrà ospite del Laboratorio CRID la prof.ssa Patrizia Borsellino dell’Università di Milano Bicocca coautrice, assieme a Franca Porciani, di “Vite a perdere. I nuovi scenari del traffico di organi”, edizione Franco Angeli, Milano 2018.

“L’Iran da qualche anno ha autorizzato, e organizzato, la vendita di Stato dei reni; l’America si sta allontanando dalla legislazione restrittiva varata nel 1984 per aprirsi gradualmente al mercato; la Cina, nonostante i richiami internazionali, persevera nell’impiego degli organi dei condannati a morte – afferma la prof.ssa Patrizia Borsellino dell’Università di Milano Bicocca. Su tutt’altra linea si pone l’Europa che rispetta normative rigide sui trapianti, ammessi soltanto come gesto solidaristico, e proprio adesso si sta dotando di ulteriori strumenti legislativi. In armonia con tale scelta, l’Italia nel 2016 ha modificato il codice penale inserendo il reato di traffico d’organi. Su questa strada, forse, si può ancora arginare un fenomeno mostruoso quanto dilagante, con un giro d’affari, ormai, di un miliardo e mezzo di dollari”.

Ad introdurre l’incontro sarà il Direttore del CRID prof. Gianfrancesco Zanetti di Unimore e vedrà la partecipazione anche di Francesco Belvisi, Thomas Casadei, Francesco De Vanna, Michele Saporiti e della dott.ssa Serena Vantin.

Patrizia Borsellino è professoressa ordinaria di Filosofia del diritto presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è stata anche direttrice del Dipartimento dei Sistemi giuridici e direttrice del Master in Bioetica e Biodiritto per la pratica clinica. Nello stesso Ateneo è componente del Collegio dei docenti del “Dottorato in Scienze giuridiche” e del Comitato etico.   Presiede il Comitato per l’etica di fine vita (CEF) ed è componente del Comitato scientifico dell’Associazione per l’assistenza ai malati terminali VIDAS.  È componente del Comitato scientifico del Centro studi per l’etica pubblica e la bioetica «Politeia», e del Comitato scientifico dell’Associazione Avvocatura per i diritti LGBTI Rete Lenford. È coordinatrice del Collegio dei docenti della Società italiana di Filosofia del diritto. Tra le pubblicazioni recenti, i volumi Bioetica tra “morali” e diritto (Cortina editore, 2009 e 2018 Nuova edizione aggiornata) e Vite a perdere. I nuovi scenari del traffico d’organi (con Franca Porciani, Franco Angeli 2018), nonché numerosi saggi sui temi del fine vita, affrontati anche in sedi politico-istituzionali.