Home Bologna Daniel Rozenek: “Il viaggio di Tekapp a New York”

Daniel Rozenek: “Il viaggio di Tekapp a New York”

Il CEO dell’azienda specializzata in sicurezza informatica: “viaggiare e partecipare a queste fiere è il modo più efficace per rimanere sempre aggiornati. La sicurezza informatica non si ferma mai”.

Tekapp, l’azienda informatica con sede a Formigine, non è nuova a viaggi internazionali a tema cybersecurity.
Il suo CEO, Daniel Rozenek, è infatti abituato a salire e scendere da aerei per partecipare alle più importanti fiere di settore in Israele, Inghilterra e, ora, anche in America.
L’abbiamo intervistato per scoprire le novità dall’importante fiera Infosecurity North America, tenutasi a New York.

Buongiorno Daniel, perché è così importante per Tekapp partecipare a queste fiere?
Il settore cyber è in costante evoluzione, per questo da quando ho deciso di dedicarmi a questo ambito viaggio molto di più. Era molto importante per me partecipare all’Infosecurity North America, soprattutto dopo aver partecipato a quello di Londra e a varie fiere in Israele e Italia. Si tratta di mettere a confronto non solo le soluzioni presenti, ma anche i temi che vengono maggiormente affrontati nei tre continenti. Le differenze sono abissali, ovviamente. L’Italia, per una serie di motivi, è ancora un passo indietro rispetto alle altre realtà. Ma uno dei miei obiettivi è proprio avvicinare questo gap.

Quali sono quindi i temi maggiormente affrontati alla fiera americana?
Alcuni argomenti ricorrenti sono Data Security e Application Security. Per quanto riguarda quest’ultima ho personalmente incontrato molti vendor che applicano il penetration test manuale per scovare le vulnerabilità dei software di terze parti, eliminando quindi l’automatismo. Uno degli espositori più interessanti offre un software usato dal Dipartimento di difesa americano, dalla General Motors, da Google Play, Twitter, Nintendo, Panasonic, Starbucks e molti altri. Questa soluzione mette a disposizione fino a 1000 hacker etici che lavorano ininterrottamente per scovare le minacce, ma il cliente ha il vantaggio di pagare solo se effettivamente deve essere protetto. Come dicevo: un passo avanti rispetto all’Italia. Noi di Tekapp forniamo questo servizio ma avvalendoci del supporto di un competitor israeliano, nonostante questo trovo sempre produttivo confrontare le soluzioni simili per cercare pro e contro. Infine si parla sempre di Risk Management e del Fattore Umano, l’elemento che solitamente è alla base della maggior parte degli attacchi informatici.
Mancano argomenti che in Italia sono abbastanza attuali, come la protezione antivirus, che è da anni obsoleta. Oltremare questi sistemi sono stati ormai assimilati, ecco perché diventa inutile parlarne.

Un’esperienza positiva quindi, per Tekapp?
Assolutamente, come tutte d’altronde. Abbiamo avuto modo di incontrare realtà interessanti ed innovative, inoltre molti vendor sono rimasti piacevolmente stupiti nello scoprire che Tekapp aderisce al Protocollo Israeliano di Cybersecurity, che definisce norme e abitudini da seguire per proteggere le proprie reti, e che abbiamo creato il servizio di Pronto Intervento Cyber, grazie alla quale possiamo rispondere prontamente alle emergenze di security dei nostri clienti.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.tekapp.it