Home Bologna Il sindaco di Calderara incontra rappresentanti sindacali e lavoratori della “Fabio Perini”

Il sindaco di Calderara incontra rappresentanti sindacali e lavoratori della “Fabio Perini”

Il sindaco di Calderara di Reno Giampiero Falzone ha incontrato questa mattina i rappresentanti delle parti sindacali e dei lavoratori della” Fabio Perini spa”, l’azienda di Lucca che ha avviato le procedure per il licenziamento di 66 lavoratori (su 118 totali) della sede di Lippo. Nello stabilimento calderarese il primo cittadino ha ascoltato i rappresentanti dei lavoratori, delle Rsu aziendali e di Usb, il sindacato che sta seguendo la vertenza, portando la solidarietà dell’Amministrazione Comunale e ribadendo la sua disponibilità a contribuire all’avviamento di confronti e tavoli a tutti i livelli per scongiurare un’ipotesi, quella del licenziamento di massa, che “farebbe male al territorio”.

Il sindaco ha inoltre contattato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che si è mostrato disponibile a incontrare subito i lavoratori per sentire le loro istanze: lo farà questo pomeriggio alle 16:30 alla Casa della Cultura di Calderara, dove successivamente sarà impegnato in un appuntamento in vista delle elezioni.

“L’Amministrazione sarà al vostro fianco – ha detto Falzone ai lavoratori -. L’indotto è qui, la Packaging Valley è qui e qui l’azienda deve rimanere: auspico, lo ribadisco, che si possa salvaguardare la continuità dell’azienda passando attraverso un serio piano industriale che tuteli tutti i lavoratori (buona parte dei quali sono di Calderara) e valorizzi sul nostro territorio la ricerca e lo sviluppo. Oggi la prospettiva sembra essere la chiusura, ci batteremo perché questo non avvenga e lo stabilimento rimanga qui. Difendiamo quello che c’è”.

I lavoratori hanno da parte loro spiegato al sindaco i punti essenziali della vicenda: “Si vogliono sbarazzare del nostro sito produttivo, mantenendo però il marchio. La Perini non vuole venderlo perché rischierebbe di perdere i clienti. Noi nell’incontro ufficiale respingeremo i licenziamenti, anche perché coi 52 lavoratori che rimarrebbero cosa potrebbero fare dello stabilimento? Lo chiuderebbero, immaginiamo. Ecco, tutto questo è inaccettabile. Lotteremo strenuamente perché non ci sia alcun tipo di spostamento a Lucca: non è un’opportunità per nessuna delle parti in causa. Nessuno di noi lavoratori, oltretutto, andrebbe a vivere a Lucca. Inizialmente si parlava di svecchiamento, di 20 persone, e noi eravamo disponibili. Ora ci hanno spiazzato”.