
In assenza di dati che permettano di valutare la bontà del cambio di tecnologia, la priorità dell’azione amministrativa deve restare quella di garantire l’efficienza del servizio ferroviario attuale: per questo è necessario accelerare sugli investimenti per la rimozione delle intersezioni, dove programmati” – Così Legambiente Modena.
“Per quanto riguarda la conversione in filobus, Sitta propone suggestioni fuori tempo massimo: l’emergenza ambientale e climatica richiede risposte nuove alla domanda di mobilità dei cittadini, e continuare la dismissione delle ferrovie a vantaggio del trasporto su gomma, per quanto elettrificato, è una risposta sbagliata.
Al contrario, confidiamo che lo studio di fattibilità affronti il cambio di tecnologia con un approccio sistemico, riconoscendo la Modena-Sassuolo come uno degli assi della rete primaria su ferro del territorio modenese, secondo per spostamenti extraurbani solo a quello bolognese: da valutare attentamente sono quindi le interconnessioni con le altre linee ferroviarie che convergono sul capoluogo e la rete secondaria di adduzione e distribuzione di autobus e filobus.
Inoltre, è importante che lo studio di fattibilità contempli anche l’ipotesi di una diramazione della linea Modena-Sassuolo da Formigine verso Maranello, come previsto dalla pianificazione provinciale (PTCP), per mettere ancor più a sistema la rete extraurbana del trasporto pubblico con le principali direttrici ferroviarie che passano per Modena.
Occorre invece cautela sull’ipotesi di unificare la ferrovia Modena-Carpi alla Modena-Sassuolo proposta dal Consiglio comunale di Modena, essendo la prima di interesse nazionale e la seconda di interesse regionale.
Resta infine aperto un nodo cruciale, quello del Trasporto Pubblico Locale che lo stesso PUMS aveva trattato molto superficialmente: l’auspicata revisione sistemica del TPL, preannunciata nel corso del processo partecipativo, non è infatti comparsa nella versione adottata del Piano, che fornisce solamente alcuni obiettivi di massima, da approfondire in un’analisi a se stante, e sottolinea la necessità di legare la revisione del sistema del TPL all’elaborazione dei documenti per la nuova gara.
Anche per far procedere il dibattito su questo punto – conclude Legambiente Modena – auspichiamo una ripresa del confronto fra Amministrazione e portatori d’interesse il prima possibile”.

