
Questo vuol dire che nella giornata odierna un numero elevato di aziende stanno trattando con il Comitato interno per la sicurezza e alcune sono in fermo produttivo.
In altre aziende metalmeccaniche modenesi i lavoratori si sono invece da subito astenuti, o stanno in queste ore uscendo dalla fabbrica in sciopero quali CBM, Trenton, Sacmi ed altre, perché non ci sono condizioni di sicurezza.
Ci sono poi alcune grandi e medie aziende come Maserati, Ferrari Auto, Itm, Wam, Coxa, Carrozzeria Imperiale, ecc… che hanno scelto di chiudere per periodi più o meno lunghi, anche con il ricorso ad ammortizzatori sociali, per ragioni produttive o ritenendo complesso garantire la condizione di sicurezza.
Il vero problema rimangono le piccole e medie imprese metalmeccaniche, molte delle quali, stanno continuando a lavorare, pur in assenza delle condizioni di sicurezza. Anche in queste realtà i lavoratori possono decidere di scioperare se ritengono che la loro salute sia messa a rischio, come previsto dalla proclamazione di sciopero nazionale unitaria di Fim Fiom Uilm sino al 22 marzo.
Però nelle piccole imprese, spesso obbligate dai contratti di fornitura a continuare la produzione, la ricattabilità dei lavoratori è grande e rende complicata anche l’adesione allo sciopero.
La Fiom Cgil di Modena auspica interventi più decisi da parte del Governo, perché quanto messo in campo sino ad ora è insufficiente a tutelare una gran parte dei lavoratori.

