
Lo sforzo dell’azienda di tutelare in ogni modo la loro salute è enorme: oltre alla fornitura di DPI, turni e modalità di accesso sono stati riorganizzati in modo tale da evitare il più possibile la concentrazione delle persone e la diffusione del contagio.
Ora si è deciso di fare di più: il profondo attaccamento ai territori di origine e alle Comunità di appartenenza ha portato le aziende del Gruppo a fornire un ulteriore aiuto concreto laddove c’è più bisogno, le strutture sanitarie. Bonterre donerà 100.000 euro (metà all’AUSL di Modena e metà all’AUSL di Reggio Emilia, dove si concentrano la maggior parte delle sue attività), e a questa somma si aggiungeranno le risorse provenienti dalla raccolta fondi promossa presso i dipendenti di tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo – con donazioni in ore lavoro – che saranno destinate alle strutture sanitarie dei luoghi di insediamento: Modena, Reggio Emilia, Langhirano, Noceto e Sala Baganza (Parma) Zola Predosa (Bologna), Reggello (Firenze), Bagnore (Grosseto), San Candido e Chiusa (Bolzano), San Daniele nel Friuli (Udine).
“Questa situazione, nella sua drammaticità – scrive la Direzione di Bonterre a dipendenti e stakeholder – ci ha insegnato che la forza è nel gruppo, nel lavorare uniti verso uno scopo comune, come oggi stanno facendo tutte le donne e gli uomini delle nostre aziende, con abnegazione ed impegno straordinari, garantendo la continuità della nostra filiera alimentare e contribuendo ad assicurare al Paese l’approvvigionamento dei prodotti di cui ha bisogno. A ciascuno di loro va davvero un ringraziamento speciale. Con questo spirito, e per rispondere alle tante richieste provenienti dai nostri stessi collaboratori, abbiamo voluto lanciare, in aggiunta alla donazione di 100.000 euro, il progetto “Insieme…#andratuttobene”, una raccolta fondi rivolta ai nostri dipendenti. Un piccolo gesto che ha però un enorme valore, e ancora di più ne avrà se lo faremo assieme, come Gruppo, come Aziende, come Dipendenti.”

