
E il presidente di Lapam Carpi, Riccardo Cavicchioli, prosegue: “Il distretto della moda e il suo indotto, che è determinante per Carpi, rischia il colpo di grazia. E’ fondamentale evitare il default delle aziende. Per questo si devono pensare misure eccezionali, con immissione di liquidità a favore delle imprese indipendentemente dal settore o dal fatturato ma che comunque siano riconducibili a filiere o distretti manifatturieri come quello di Carpi. Solo così potrà essere permessa una ripartenza nel momento in cui l’emergenza finirà”.
Lapam ha quindi alcune proposte: “Alle aziende del comparto serve la liquidità per rimanere aperte – sottolinea Guaitoli -. La sospensione delle rate per mutui e finanziamenti deve essere garantita per almeno un anno e il rating delle imprese non può essere penalizzato a causa di questa emergenza. Inoltre occorre attivare nuove misure per fornire liquidità nei confronti di tutte le imprese”. Cavicchioli interviene e completa: “Indispensabile è poi il blocco dei pagamenti di tutte le scadenze nei confronti della Pubblica Amministrazione ampliando la platea delle aziende coinvolte e far sì che, attraverso un emendamento ad hoc, le aziende debbano attenersi nelle transazioni commerciali alla direttiva europea sui tempi di pagamento. Oggi troppe grandi imprese hanno deciso in autonomia di dilazionare i tempi di pagamento nei confronti delle piccole imprese”.
Infine i due dirigenti Lapam completano il ragionamento guardando al futuro: “Occorre agevolare l’internazionalizzazione delle imprese del Made in Italy sotto i 50 dipendenti e una deducibilità doppia per gli investimenti in digital marketing, perché per il nostro comparto risulterà fondamentale e strategico investire sulle piattaforme digitali. Anche Carpi Fashion System con l’esposizione Moda Makers potrebbe usufruire di questa deducibilità per lanciare la sua prima fiera digitale”.

