
L’origine della vicenda risale agli inizi del mese di marzo dello scorso anno quando il ladro, all’epoca dei fatti ignoto, aveva rubato dall’interno di un’autovettura in sosta la borsa che un’impiegata 30enne aveva lasciato incustodita all’interno della sua auto. Documenti personali, una settantina di euro, un cellulare e documenti bancari: questo il bottino del ladro che ha subito rimpinguato con ulteriori 4.000 euro attraverso operazioni di prelievo di contanti, versamenti nel suo conto e acquisto di carburante con l’indebito utilizzo del bancomat della derubata. Oltre al furto, la donna ha denunciato, come da lei successivamente appreso dall’esame dell’estratto conto, l’indebito utilizzo del bancomat usato varie volte subito dopo il furto per prelievi di contante attraverso l’ATM di una banca di Bagnolo in Piano e per acquisti di carburante presso distributori di Reggio Emilia.
La tecnologia, come accade spesso in questi casi, è venuta incontro alle indagini dei carabinieri di Corso Cairoli che hanno acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza della banca analizzando i filmati degli orari del prelievo. Una prima importante svolta alle indagini seguita dall’esito dell’osmosi informativa tra i comandi dell’Arma: il filmato ritraeva, negli orari delle indebite operazioni, il volto di un uomo che veniva riconosciuto nell’odierno indagato in quanto persona nota ai carabinieri. La fedina penale “sporca” ha giocato quindi a sfavore del ladro, denunciato in ordine ai reati di furto aggravato e indebito utilizzo di Bancomat.

