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Ripartenza, Lapam: “I problemi logistici sono diversi. E le disposizioni cambiano di continuo…”

smart work“Gli imprenditori hanno avuto poco tempo per riorganizzare gli spazi delle proprie attività e il rientro al lavoro, dopo quasi due mesi e con regole diverse, chiaramente richiede qualche giorno di rodaggio – afferma Daniele Casolari, responsabile dell’ufficio sindacale Lapam Confartigianato – Non dimentichiamo che la priorità è garantire la sicurezza delle imprese e di tutti i dipendenti: un conto è pensare a freddo al distanziamento e alle altre norme previste per il rientro, un conto è trovarsi di fronte alla realtà che, naturalmente, richiede aggiustamenti in corso d’opera”.

Casolari insiste sulle tempistiche e parla delle tipologie di lavoro: “Chi può, come del resto è previsto, è rimasto in smart work e nelle imprese artigiane e manifatturiere questo significa che chi fa lavoro di ufficio non sempre è tornato sul posto di lavoro pur continuando a prestare servizio (difficile al momento stimare una riduzione, possiamo dire comunque che un 20-30% delle persone stanno continuando a lavorare da casa). Ma mi preme sottolineare come sia complicato per le imprese riprendere perché la giungla di provvedimenti (del Governo centrale, della Regione, non di rado dei singoli comuni senza dimenticare disposizioni in tema di sicurezza da parte di Ausl e altri enti preposti) è particolarmente fitta e si è prestata, in questi giorni, a diverse interpretazioni.

Come Lapam – conclude Casolari – abbiamo continuato ogni giorno a inviare alle imprese le novità certe, ma è chiaro che fino a giovedì 30 aprile al pomeriggio sono arrivate norme e fino a ieri di fatto sono state interpretate dagli enti. E, quindi, organizzare la ripartenza richiede tempo e, lasciatemelo dire, anche molta pazienza…”.