
“Sono numerose le segnalazioni arrivate dai nostri associati che faticano sempre più a ottenere un giusto riconoscimento economico del proprio lavoro, mentre i consumatori reggiani pagano a peso d’oro quegli stessi prodotti alimentari comprati nei negozi”, entra nel dettaglio. Cervi ha voluto verificare di persona la situazione: “Basta fare un giro tra gli scaffali per farsi un’idea di quanto possono arrivare a costare – ad esempio – asparagi e fragole. Mentre l’inflazione è ferma, gli incrementi per alcuni prodotti arrivano addirittura a doppia cifra. Ma la causa non è da ricercarsi nelle campagne, dove si può addirittura parlare di deflazione”.

Il fenomeno non risparmia le carni bovine e suine. “Mentre i prezzi all’ingrosso sono in picchiata di oltre il 35% – rimarca -, quelli nei negozi sono addirittura in lieve aumento. E così è per i salumi, in particolare prosciutto crudo e cotto, confezionati in vaschetta”.
Cia ha dato battaglia sui diversi tavoli istituzionali “per ottenere la riapertura dei mercati contadini che si svolgono nelle piazze dei paesi. Ora, con grande soddisfazione, possiamo annunciare di aver raggiunto l’obiettivo. Sabato 9 maggio, ad esempio, ripartirà quello in Piazza Fontanesi. E già questa settimana hanno riaperto in diversi altri comuni. Anche i florovivaisti – che hanno subito gravi danni per la chiusura dei vivai e lo stop alle cerimonie – potranno tenere aperto anche la domenica. Oltre a ridare la possibilità della vendita diretta a tantissimi imprenditori agricoli, avrà l’effetto di ridurre i prezzi nei negozi, che fino a ora hanno rappresentato l’unico canale di approvvigionamento. È una fondamentale boccata d’ossigeno per produttori e consumatori, una sciagura per chi fino ad ora ha speculato economicamente sull’emergenza Coronavirus”.

