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Mirandola ad otto anni dal terremoto

Nel giorno che più di tutti per Mirandola ricorda il terremoto, il Sindaco Alberto Greco ha voluto abbracciare la città. In ricordo delle vittime che il sisma otto anni fa ha causato. Ma anche per ribadire oggi, come allora che “Uniti, insieme, supereremo anche tutte le difficoltà indotte dal Covid e ce la faremo ancora.”

Di fronte al municipio in piazza Costituente che ancora porta i segni del terremoto – ma che il cui cantiere è previsto in partenza a breve – alle 9.00 in punto l’Assessore al Benessere sociale del Comune di Mirandola Giuseppe Forte ha provveduto, anticipato dal rintocco della campana civica a leggere i nomi di chi lasciò la propria vita in quel tragico 29 maggio 2012. Fronte a lui in raccoglimento, ma a debita distanza gli uni dagli altri (in stretta osservanza alle norme anti-Covid) oltre un centinaio di persone. Tra i quali, membri della Giunta Comunale e del Consiglio comunale, i famigliari delle vittime, l’ex Sindaco di Mirandola Maino Benatti e i componenti della giunta precedente.

Il silenzio, suonato dal Gruppo trombe “Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si”, della Fondazione Scuola di Musica “C. & G. Andreoli”, ha introdotto il discorso del sindaco Greco. Il primo cittadino, staccatosi dal gruppo delle autorità militari, religiose e civili in cui era presente anche il Consigliere regionale Palma Costi, ha quindi portato il suo messaggio quasi a volersi a stringere a corte con tutti cittadini. “Sono trascorsi otto lunghi anni. Il megafono posto sull’auto della Polizia Municipale con la voce del sindaco di allora, invitava a restare fuori casa e a lasciare libera la strada per i mezzi di soccorso. Quello stesso megafono quest’anno, e con la mia voce invitava ad evitare gli spostamenti e ad uscire solo per estrema necessità. Due situazioni inusuali e gravi, completamente diverse: ieri il terremoto oggi il Covid-19. Noi mirandolesi però ci siamo sempre risollevati dalle avversità.”

Non ha mancato di sottolineare gli sforzi profusi a tal senso e la volontà dell’Amministrazione Comunale di impegnarsi al massimo nella ricostruzione. Impegno, a completare i lavori precedentemente iniziati come ad avviarne di nuovi. E mai venuto meno nemmeno durante lo stop indotto dal Covid. Ed a testimonianza ci sono i cantieri consegnati e prossimi a partire del Teatro Nuovo, la seconda provvisionale della chiesa del Gesù, la chiusura delle pratiche MUDE nei tempi prestabiliti. Ma pure la gara per il rifacimento della caserma dei Vigili del Fuoco e l’imminente consegna del cantiere del Municipio. Oltre, all’avanzamento di diverse progettazioni, come lo Stadio comunale “Libero Lolli”, e la chiusura con il decreto regionale sull’ex-GIL.

“Tutti noi, i cittadini in primis, vogliamo vedere una ripartenza che ci porterà alla realizzazione di quanto rimane a noi più caro: la sistemazione della residenza municipale. Per dare un segno tangibile di rinascita vera del cuore della nostra città. Oggi, non possiamo non pensare a quei giorni, parte della nostra storia ormai appartiene a quei momenti. Nonostante il dolore e la sofferenza rimane la ferma speranza di costruire e ricostruire grazie alle persone e alla fede di tanta gente, nella volontà di dare un futuro alle famiglie, nel segno di una comunità fraterna e solidale: un popolo che ha la propria storia e cultura”, ha concluso il Sindaco, con le parole di Papa Benedetto XVI, prima di lasciare spazio alla preghiera di Don Fabio Barbieri, parroco di Santa Maria Maggiore, duomo di Mirandola.

Due mazzi di fiori sempre in ricordo di quei giorni, sono stati inoltre depositati anche presso le scuole secondarie di primo grado “F. Montanari” di Mirandola. Presenti in quest’ occasione: il sindaco Greco, il vice sindaco Letizia Budri, l’Assessore con delega all’Istruzione Marina Marchi, il Presidente del Consiglio comunale Selena Debiaggi, la dirigente scolastica Anna Oliva, l’ex Sindaco di Mirandola Maino Benatti, la Consigliere regionale Palma Costi, oltre ad alcuni membri del Consiglio comunale.

Il Sindaco Greco infine si è recato anche a San Giacomo Roncole, nei pressi della chiesa parrocchiale a depositare un mazzo di fiori.