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Il Comune di Carpi: “Chi è in difficoltà economiche può rinviare l’acconto dell’Imu”

Sarà possibile rinviare a settembre il pagamento dell’acconto IMU 2020 in scadenza il 16 giugno, se il contribuente ha registrato difficoltà economiche a causa della pandemia Covid-19: lo ha deciso la Giunta comunale, che porterà il provvedimento in Consiglio comunale la settimana prossima, dopo averlo presentato ieri sera alla Prima Commissione consiliare. Chi vorrà beneficiare del rinvio, che sarà esente da sanzioni e interessi, dovrà autocertificare su un modello predisposto dal Comune i problemi economici insorti per l’emergenza sanitaria.

«Abbiamo scelto questa strada – spiega l’Assessore al Bilancio Mariella Lugli – perché ci sembra la più equa: chi ha avuto oggettive difficoltà potrà avvalersi del rinvio, chi per sua fortuna non ha subito conseguenze economiche dai mesi di chiusura, può rispettare le normali scadenze fissate dalla legge 160/2019. Per la verità ci aspettavamo una norma ad hoc nel “Decreto rilancio”, al momento non presente, che valutasse lo slittamento del pagamento o altre soluzioni: a oggi l’unico intervento governativo che si registra sull’Imu è l’esonero della prima rata 2020 per alberghi, pensioni, agriturismo a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori della attività. Per questo siamo intervenuti cercando di intercettare tutte le situazioni che dalla emergenza Covid hanno avuto una ricaduta sulle diponibilità economiche e sulla liquidità».

Fra le motivazioni in premessa alla delibera, si legge infatti che «la grave crisi economica dovuta all’emergenza da COVID-19 ha determinato in molti contribuenti la difficoltà di adempiere al pagamento della prima rata dell’IMU entro i termini previsti dalla legge» dato che «con diversi provvedimenti governativi è stata disposta la chiusura forzata di molte attività economiche» e che diverse attività, «pur non obbligate alla chiusura, hanno deciso, anche per l’impossibilità oggettiva o temporanea di garantire le misure minime di sicurezza, la sospensione della propria attività».