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Anche questa è Emilia. Alla scoperta di alcune mete inedite per un week end fuori porta

Se la fase 1 è stata drammatica e la fase 2 complicata, puntiamo ora a una fase 3 che con la massima prudenza possa regalarci un po’ di serenità e normalità. Mentre si torna ad uscire, recarsi al bar per un caffè o al ristorante per una cena con amici e congiunti, ci sono però cose che, almeno per un po’, sono ancora impossibili o difficili da realizzare, per ostacoli oggettivi o soggettivi, come una vacanza all’estero o un viaggio dall’altra parte del mondo. Quale miglior occasione, dunque, seppur forzata dall’emergenza, per riscoprire quei luoghi vicini che magari abbiamo sempre trascurato spinti dal gusto dell’esotico. Oggi vogliamo consigliarvi 3 mete magari poco conosciute dell’Emilia-Romagna che meritano una gita o qualche giorno di relax senza passaporto in tasca.

Novelli Arianna a pochi chilometri da Parma

Nel bel mezzo della campagna parmense, tra la città ducale e Fidenza, si presenta quasi all’improvviso allo sguardo del viaggiatore il più grande labirinto di canne di bambu, il Labirinto della Masone, costruito nel 2015 su progetto di Franco Maria Ricci, insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto. Il labirinto è prima di tutto spazio culturale, capace di ospitare oltre 500 opere dal 500 al 900 della collezione di Ricci e un’originalissima biblioteca con esempi di tipografia e grafica.
Dopo essersi immersi nella cultura, ci si immerge nei 7 ettari su cui si sviluppa il labirinto – interamente all’aria aperta – realizzato come detto in piante di bambù di specie diverse. Se novelli “Arianna” riuscite a seguire il vostro filo e arrivare al centro del labirinto, vi ritroverete in un enorme spazio aperto circondato da porticati e saloni, dove sono ospitati eventi, concerti e mostre e una cappella a piramide richiamo alla fede. Non mancano ovviamente spazi ristoro e bookshop (verificare le aperture) per concludere piacevolmente la vostra visita, adatta ad adulti e bambini: una piacevole e divertente esperienza da vivere in poche ore.

Estremo occidente alla ricerca di borghi, paesaggi ed enogastronomia.

Se avete un po’ di tempo in più per la vostra gita fuori porta, spingetevi senza indugio in direzione ovest e fermatevi appena prima che il cartello Emilia-Romagna venga barrato di rosso a significarne la fine. Lì troverete la Val Tidone, la più occidentale delle valli emiliane, in provincia di Piacenza, al confine con la Lombardia e a due passi da Piemonte e Liguria. In una trentina di chilometri di percorrenza passerete dalla magia del Po che scorre nei pressi di Castel San Giovanni fino alle pendici del Monte Penice  tra l’Alta Val Tidone e la Val Trebbia. La Valtidone è un percorso straordinario e affascinante tra paesaggi collinari mozzafiato costellati dai vigneti dai quali si producono i caratteristici vini doc (Ortrugo e Gutturnio) e borghi antichi ricchi di testimonianze artistiche e architettoniche di valore sicuro culturale e storico. Tra un castello e un maniero, tra una passeggiata o un percorso in bici, non potete poi non farvi cullare dai prodotti e piatti tipici della cucina piacentina, con le sue paste fatte in casa (pisarei e tortelli su tutti), le carni, i formaggi e i dolci tradizionali (sbrislona e buslan solo come esempi, chiedeteli in qualche agriturismo della zona). E perché non fermarsi a dormire in un agriturismo nel verde o in un’antica villa o persino in un castello come nella maestosa Rocca d’Olgisio. Due, tre giorni di pace, relax, divertimento, ambiente e buon mangiare.

Un’oasi sulla via Emilia

Se non vi siete stancati di tuffarvi nell’ambiente, fatta marcia indietro da Piacenza verso Bologna, non potete farvi mancare un’escursione all’oasi di Marmirolo, nelle vicinanze della località Masone lungo la via Emilia a pochi chilometri da Reggio Emilia. Di proprietà del Comune di Reggio Emilia, l’oasi è gestita dal WWF e ha da poco riaperto alle visite dopo l’emergenza Covid-19. La visita, possibile anche per scolaresche e per studiosi che possono contare sull’assistenza degli esperti del WWF, dura circa un’ora e permette, percorrendo i sentieri che costeggiano alcuni stagni, la vista di flora e fauna particolare ed affascinante, come salici e pioppi o come l’airone cenerino che potete incontrare per tutto l’anno. E’ presente anche un Centro Visite e tre capanni per gli avvistamenti.