Home Bologna Patrick Zaki: Castel Maggiore pronta a portare in Consiglio l’Ordine del Giorno...

Patrick Zaki: Castel Maggiore pronta a portare in Consiglio l’Ordine del Giorno per il conferimento della cittadinanza onoraria

La Giunta comunale di Castel Maggiore intende recepire l’invito della Città Metropolitana di Bologna volto a conferire la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki, arrestato con l’accusa di propaganda sovversiva e detenuto dalle autorità egiziane ormai da quasi cinque mesi con continue proroghe della carcerazione preventiva.

La Sindaca Belinda Gottardi dichiara che “la giunta porterà nel prossimo Consiglio comunale di luglio l’ordine del giorno, che è stato presentato in Consiglio Metropolitano da Simona Lembi d’intesa col sindaco Virginio Merola ed interpreta il sentire condiviso di una comunità democratica come quella bolognese, da sempre in prima linea nel condannare le violazioni delle libertà democratiche, politiche e civili che si verificano quotidianamente in Egitto”.

L’auspicio è che il conferimento della cittadinanza onoraria, oltre ad essere un gesto di solidarietà, possa aiutare a tener desta l’attenzione sulle sorti di Zaki e sulla situazione dei diritti umani in Egitto.

L’amministrazione comunale ritiene inoltre doveroso esprimere vicinanza nei confronti della comunità dell’Alma Mater, con un appello che richiami l’attenzione delle autorità italiane nei riguardi della sorte di un giovane che viveva e studiava a Bologna e aveva scelto la nostra regione come patria di elezione.

***

Patrick George Zaki è un giovane ricercatore  in un Master di Studi di Genere presso l’Università di Bologna impegnato nel campo dei diritti umani.

E’ stato arrestato la notte fra il 6 e il 7 febbraio scorso in Egitto, con l’accusa di aver diffuso notizie false attraverso i suoi canali social, attentato alla sicurezza nazionale e di istigato al rovesciamento del governo e della Costituzione.

L’Ong EIPR denuncia come Zaki dopo l’arresto sia stato bendato e torturato per ore: picchiato, sottoposto a elettroshock, minacciato e interrogato dalla National Security Investigations (Nsi).

La carcerazione preventiva viene rinnovata ogni 15 giorni e Amnesty International ha denunciato il rischio di una detenzione prolungata.