
La progettazione è iniziata circa un anno fa con la partecipazione al bando europeo Shaping fair Cities. L’idea di ospitare in uno spazio brullo piante provenienti da tutto il mondo – e comunemente ritenute non abbastanza belle o troppo indomabili – è nata dalla volontà di estendere i concetti di inclusione e sostenibilità al mondo vegetale.
Dopo l’aggiudicazione è arrivato il momento di mettersi al lavoro: per selezionare le piante adatte, ma soprattutto per metterle a dimora. Così gli abitanti del quartiere hanno organizzato una giornata in cui chiunque è stato invitato a partecipare in cambio, in puro stile via Roma, di un pranzo collettivo offerto da Ghirba – biosteria della Gabella. Un momento di condivisione che ha visto anche la partecipazione entusiasta di alcuni passanti, a dimostrazione che se esiste un modo virtuoso di vivere un quartiere complesso, questo si fonda sulla cooperazione e sulla creatività dal basso.
Il giardino sarà anche una delle 12 tappe del “Via Roma Zero – Museo di strada”: dal 26 settembre, tramite la rete wi-fi “ViaRomaZero”, i visitatori di passaggio potranno ascoltare la storia dei luoghi e delle persone che popolano e hanno popolato queste vie, raccontata dalle voci di Max Collini e Mara Redeghieri.

