
La prima seduta di cistoscopia è stata effettuata lunedì scorso: la programmazione autunnale del blocco operatorio prevede due sedute settimanali pomeridiane da 10 indagini endoscopiche ciascuno, eseguite dall’équipe medica della Struttura complessa di Urologia dell’Area Nord diretta dal dottor Fabio Manferrari.
Il Santa Maria Bianca si conferma così tra le principali sedi per la citodiagnostica urinaria, grazie a strumentazioni di avanguardia e volumi di attività che garantiscono presso il Laboratorio di citopatologia, diretto dalla dottoressa Nazzarena Bigiani, l’analisi dei campioni provenienti da gran parte dei distretti della provincia.
“Grazie a questa donazione si arricchisce la dotazione strumentale e tecnologica del Santa Maria Bianca – afferma Giuseppe Licitra, Direzione medica dell’Ospedale di Mirandola –, innalzando il livello dell’offerta assistenziale e offrendo ai cittadini del territorio la possibilità di eseguire nuove indagini endoscopiche nel proprio ospedale di riferimento. Un ulteriore passo nell’ottica di una sanità di prossimità, obiettivo che l’Azienda sta perseguendo con convinzione”.
La cistoscopia transuretrale, l’indagine eseguita con l’ausilio dei nuovi strumenti donati, è una procedura endoscopica finalizzata in particolare alla diagnosi delle lesioni della vescica e delle vie urinarie: permette infatti l’ispezione visiva delle pareti della vescica, del collo vescicale e dell’uretra. Non richiede anestesia generale. L’esame è indicato in diverse circostanze, tra cui presenza di sangue nelle urine, disturbi della minzione di tipo irritativo ed ostruttivo, calcolosi vescicale, o per consentire lo studio delle neoformazioni vescicali emerse nel corso di precedenti esami di diagnostica per immagini o sulla base di esami citologici o di test urinari o ematici con marcatori specifici.

