
È la fotografia che riassume il 2020 dei Punti Nascita AUSL di Carpi e Mirandola e dell’Ospedale di Sassuolo, i tre centri di una rete provinciale che ha saputo fronteggiare la pandemia al fianco del Policlinico di Modena come centro di secondo livello e riferimento-covid anche nel momento del parto. L’emergenza Covid ha sicuramente influito sull’attività dei tre Punti Nascita ma l’onda d’urto è stata arginata grazie alla condivisione di percorsi dedicati alle donne in gravidanza Covid positive e alla disponibilità e professionalità assicurate dal personale sanitario. Nei tre Punti Nascita di Carpi, Mirandola e Sassuolo, dove l’anno scorso hanno visto la luce oltre 2.500 bambini, in caso di mancata ricettività dell’hub o per parti imminenti è infatti garantita l’assistenza alle donne Covid positive in fase di gravidanza o nel puerperio.

L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Ramazzini di Carpi da settembre scorso è diretta dalla dottoressa Giulia Pellizzari e ha visto l’arrivo di 6 nuovi professionisti in organico. Da ottobre, inoltre, è stata reintrodotta la possibilità di richiedere la partoanalgesia. Nel 2020 nel Punto Nascita carpigiano sono stati effettuati 922 parti, in linea con il calo generalizzato a cui si assiste con poche eccezioni in tutta Italia. Il tasso di cesarizzazione primaria è al 10,2%, inferiore alla soglia limite del 15% identificata dal Ministero della Salute. 937 i bambini nati, con una leggera prevalenza di sesso maschile (53%). Per quanto riguarda le partorienti, il 68% è di nazionalità italiana e poco più della metà (53%) è residente nel Distretto di Carpi, il resto proviene da altri territori, come Mirandola – con cui è forte la collaborazione in particolare per l’assistenza al parto non fisiologico –, e da altre province.
A Mirandola si è assistito a un aumento di 30 parti rispetto all’anno precedente (390 contro i 360 del 2019, con tasso di cesarei primari al 13% costante e anche in questo caso in linea con le indicazioni nazionali e regionali). Un risultato pienamente soddisfacente, a testimonianza dell’investimento dell’Azienda USL sul Punto Nascita della Bassa modenese. Così come la recente nomina a primario del dottor Alessandro Ferrari. Un percorso di crescita costante confermato anche dalla fiducia accordata dalle donne residenti nel Distretto di Mirandola, che rappresentano ben l’89% del totale delle partorienti nel Punto Nascita del Santa Maria Bianca; parte della quota restante proviene da fuori regione, segno di un’attrattività che va oltre i confini del distretto. L’età media è la più bassa della provincia – il 40% ha meno di 30 anni -, per il 43% le mamme sono di nazionalità straniera e per il 57% italiana.
Sono invece 1.190 i nuovi nati nel Punto Nascita di Sassuolo, con una percentuale di cesarei primari del 10,9%. Si conferma l’attrattività della struttura sassolese, a servizio del territorio modenese (per il Distretto di riferimento e per quelli di Vignola e Pavullo) e non (il 24,3% delle donne proveniva infatti da un’altra provincia). Dal settembre 2020 è stata introdotta e istituzionalizzata, con una garanzia di effettuazione tutti i giorni 24 ore su 24, la partoanalgesia a completamento delle richieste assistenziali delle donne in travaglio.
Fonte: CEDAP. Le percentuali presenti nella tabella sono calcolate in base al totale dei parti nel Punto Nascita a cui si riferiscono.


