
Ricevuta la telefonata di un uomo interessato all’acquisto del veicolo, una BMW X5 usata al costo di 10.000 euro, la 70enne fissava un appuntamento con l’acquirente per formalizzare la vendita in un’agenzia dedicata a quel tipo di trattative. Dopo aver formalizzato l’aspetto burocratico l’acquirente, che al momento della truffa si trovava in compagnia della moglie, ha “pagato” con un assegno compilato con una matita. L’anomalia non è passata inosservata alla venditrice che ha invitato l’uomo a seguirla in un ufficio postale per verificare il metodo di pagamento. A quel punto, però, l’uomo si è messo alla guida del SUV e invece di seguire la 70enne, ha messo in moto e si è allontanato. La donna, dopo aver appreso che l’assegno era manipolato, si è rivolta ai Carabinieri. Durante le indagini, i militari hanno scoperto che il raggiro era stato architettato da tutta la famiglia, nota per i suoi precedenti di polizia.

