
Le perquisizioni sono state eseguite nell’ambito di un’operazione condotta negli ambienti della destra radicale suprematista, dai poliziotti della Digos di Bologna, unitamente a personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Emilia Romagna.
L’attività di indagine, coordinata dalla Procura di Bologna, dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione della Polizia di Stato, ha accertato che gli indagati avevano costituito un’associazione avente per scopo l’incitamento alla discriminazione ed alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. Mediante l’utilizzo di chat nelle più note piattaforme di messaggistica internet, propagandavano idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale ed etnico, istigando a commettere atti di discriminazione, anche con apologia della Shoah e dei crimini di genocidio.

Nell’ambito di quella attività i poliziotti avevano effettuato anche una perquisizione a carico di un giovane studente iscritto all’Università di Bologna.
Nel corso dell’operazione è stato acquisito, tra le altre cose, numeroso materiale informatico ritenuto di interesse che è al vaglio degli inquirenti.
Gli indagati sono tutti aderenti ad un’associazione di rievocazione storica delle milizie della Germania nazista.

