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“Mercoledì nel chiostro” al via nel chiostro delle colonne dell’Abbazia di San Pietro a Modena





Debutta mercoledì 16 giugno, nel chiostro delle colonne dell’Abbazia di San Pietro, la seconda edizione dei “Mercoledì nel chiostro”, rassegna di musica, spettacolo e letture recitate che proseguirà con un appuntamento ogni settimana, il mercoledì sera, appunto, fino a metà settembre.

La rassegna, curata dal Salotto culturale di Modena (ex Aggazzotti) ha la direzione artistica di Sabrina Gasparini ed è realizzata con il sostegno del Comune di Modena, Fondazione di Modena, Regione Emilia Romagna, in collaborazione con Acli arte e spettacolo, l’Abbazia di San Pietro, Vania Franceschelli e Italpizza.

Gli spettacoli sono gratuiti, ma il pubblico sarà invitato a fare un’offerta per contribuire al restauro del chiostro, attraverso il progetto “Adotta una colonna”. Per partecipare è consigliata la prenotazione via mail (info@salottoculturalemodena.it), dal sito (www.salottoculturalemodena.it) o telefonando al numero 392 0512219.

“Il programma che si svilupperà in un luogo unico come il chiostro delle colonne di San Pietro – commenta l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi – è l’ennesimo tassello di un’estate culturale diffusa in tutta la città. Un’estate che ci siamo immaginati e che abbiamo progettato insieme al mondo della cultura come cartellone unico, distribuito in luoghi diversi della città e con il tratto distintivo della contaminazione tra linguaggi diversi, con l’obiettivo di riallacciare i fili e i legami della nostra comunità, grazie allo spettacolo dal vivo, in presenza”.

La rassegna si apre mercoledì 16 giugno, alle 21, con uno spettacolo dedicato alla grande artista messicana Frida Kahlo, la cui figura rivive attraverso la musica, la canzone, le immagini e il racconto.

Si prosegue il 23 giugno, con una serata pensata per i più piccoli che vedrà protagoniste le colonne sonore dei film di Walt Disney, mentre il 30 giugno sarà dedicato a una Serata Estense, che inizierà alle 19.30 con una visita guidata alla Modena estense a cura di Simonetta Aggazzotti e Paola Campolongo, per poi proseguire al Chiostro con musiche ottocentesche e la partecipazione di danzatori di valzer di epoche ormai dimenticate capeggiate.

Luglio si apre (mercoledì 7) con un tributo a Luigi Tenco riletto e reinterpretato dalle note di Stefano Calzolari e dalla recitazione di Ermanno Casari; tornano, poi, la musica classica dell’ensemble Nese e i salotti lirici dedicati ai grandi maestri della musica e dell’opera che quest’anno saranno dedicati a Giuseppe Verdi, in collaborazione con l’Associazione Modena Musica. Non mancherà una serata dedicata al jazz (il 28 luglio) con la voce di Alessia Marchegiani.

Agosto vede ancora protagonista la musica classica e la lirica ma offre tra i concerti un cameo dedicato a Ornella Vanoni, offerto dalla musica dal sapore jazz di Stefano Calzolari e dalla voce di Sabrina Gasparini.

Settembre si apre con un omaggio ad Alda Merini che vede protagonisti l’attrice Isabella Dapinguente, Claudio Ughetti e Sabrina Gasparini, per chiudersi di nuovo con la musica classica e la lirica.

 

L’APERTURA CON FRIDA KAHLO

Si intitola “Non so scrivere lettere d’amore” ed è dedicato alla grande artista messicana Frida Kahlo lo spettacolo che mercoledì 16 giugno, alle 21, inaugura la seconda edizione della rassegna “Mercoledì in chiostro”, nel chiostro delle colonne dell’Abbazia di San Pietro (in via San Pietro 1).

L’attrice Isabella Dapinguente, che ha ideato il progetto, la cantante Sabrina Gasparini e il fisarmonicista Claudio Ughettu faranno rivivere sul palco, tra narrazione, musica, canzoni e immagini, Frida Kahlo, pittrice appassionata, militante e protagonista dello straordinario movimento di idee e arte del Messico di quegli anni rivoluzionari (nata nel 1907, morì nel 1954). L’intenzione di chi mette in scena la storia è creare uno spettacolo “ispirato da una vita difficile quanto straordinaria, costantemente presa a morsi”.

Frida Kahlo nacque a Coyoacàn, delegazione di Città del Messico, il 6 luglio 1907, ma le piaceva dire d’esser nata nel 1910, sentendosi profondamente figlia della rivoluzione messicana di quell’anno e del Messico moderno. Affetta da spina bifida, fin dall’adolescenza manifestò una personalità molto forte, unita a un singolare talento artistico e a uno spirito indipendente e passionale. Un incidente terribile all’età di 18 anni, da cui uscì drammaticamente ferita, cambiò la sua vita e la rinchiuse in una profonda solitudine che trovò nell’arte una finestra sul mondo. Dopo 32 operazioni chirurgiche fu costretta ad anni di riposo nel letto di casa, col busto ingessato, e i genitori le regalarono un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che potesse vedersi, e dei colori. Incominciò così la serie di autoritratti. “Dipingo me stessa – affermò – perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”. Rimosso il gesso riuscì a camminare, con dolori che sopportò per tutta la vita. Fatta dell’arte la sua ragion d’essere, per contribuire finanziariamente alla sua famiglia, decise di sottoporre i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore, che la prese sotto la propria ala, la inserì nella scena politica e culturale messicana. Divenne attivista del Partito Comunista Messicano nel 1928. Partecipò a numerose manifestazioni e si innamorò di Rivera di cui divenne la compagna: un amore che condizionò tutta la sua vita intensa di donna e di pittrice. Morì a 47 anni.

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