
“Il tumore, che era a partenza dal rene di destra, si portava oltre la linea mediana del corpo, infiltrando i maggiori vasi sanguigni come la cava,” commenta il Dr. Bergamaschi “Il vantaggio dell’ingrandimento dovuto alla visione laparoscopica, ci ha permesso millimetro dopo millimetro di isolare e separare il tumore dagli organi e dai vasi senza far perdere sangue alla paziente e senza alcuna compressione sul feto”.
La paziente è stata preparata all’intervento con la collaborazione dell’équipe ostetrico-ginecologica diretta dal Dr. Aguzzoli e il Dr. Piccioni, Direttore dell’anestesia e rianimazione ha coordinato l’équipe anestesiologica.
L’asportazione di un tumore renale in una paziente gravida rappresenta un evento eccezionale, considerando che l’intervento è stato eseguito in laparoscopia.
L’équipe urologica del Santa Maria si conferma come centro di riferimento per la chirurgia mininvasiva laparoscopica. Tutti gli interventi oncologici e ricostruttivi, anche complessi, come la ricostruzione delle vesciche con l’intestino per tumore infiltrante, vengono effettuati di routine con la tecnica laparoscopica. La tecnica con i fori nella pelle viene utilizzata a Reggio Emilia anche quando il paziente è stato operato precedentemente in altri centri con il taglio a cielo aperto.
Il Dr. Bergamaschi, Direttore dell’Urologia da 10 anni, oltre a sviluppare e consolidare nuove tecniche d’avanguardia, ha formato una giovane équipe urologica in grado di affrontare qualsiasi tipo di intervento con tecnica minivasiva.

