Si è concluso il percorso urbanistico tracciato per esaurire le iniziative private di attuazione del Piano Regolatore Generale (Prg): « un percorso che ha visto protagonisti Consiglio comunale e Giunta – sottolinea l’assessore Riccardo Righi – per chiudere un capitolo durato oltre vent’anni e dedicarsi unicamente al nuovo Piano Urbanistico Generale (Pug)».

L’assessorato aveva predisposto un avviso di manifestazione d’interesse (delibera consiliare 4/2021) per raccogliere iniziative private di attuazione su comparti ancora non convenzionati, ponendo criteri di priorità e requisiti che garantissero pubblico interesse degli interventi e concretezza delle proposte, «anticipando di fatto modalità proprie della nuova legge urbanistica (24/2017) e lasciando spazio alle sole trasformazioni che non consumassero suolo, senza attente riflessioni e compensazioni, oltre essere portatrici di effetti positivi sulla città».

Delle cinque domande pervenute, al termine dell’istruttoria degli uffici tecnici solo due sono state considerate meritevoli, quindi autorizzate, dall’ultimo Consiglio comunale, a presentare un piano attuativo: «Un segnale – dice Righi – che vuole rafforzare principi di tutela del suolo, e un approccio urbanistico che guarda alla rigenerazione, allo sviluppo imprenditoriale e al potenziamento delle infrastrutture verdi».

I due comparti autorizzati si inseriscono in due ambiti di completamento, uno atto a riqualificare l’area delle ferrovie creative su via Due Ponti, in continuità con il sistema dei luoghi dell’asse ferroviario; l’altro lungo via dell’Industria, privilegiando un’importante cessione di aree con rinuncia di capacità edificatoria, offrendo l’opportunità di realizzare una dotazione boschiva di oltre 21.000 metri quadri a fronte della realizzazione di una struttura ricettiva a servizio del sistema economico carpigiano. Non sono invece state ammesse le altre domande, in quanto carenti dei contenuti richiesti dalle stesse linee di indirizzo poste dall’Amministrazione e dal Consiglio, salvaguardando di fatto aree per circa 63.000 metri quadri che rimarranno così suolo vergine.

Conclude l’Assessore all’Urbanistica: «Prima di tutto dobbiamo prenderci cura della città esistente, e solo quando questo sarà fatto o non ci saranno alternative, si potrà guardare a soluzioni in espansione, e comunque solo attraverso interventi sostenibili».

 

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