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Covid, trasporto sanitario: volontari sempre più formati e competenti





Più formati, più competenti. Per poter agire, anche nell’emergenza, in assoluta sicurezza.

Sono 36mila i volontari di Anpas Emilia-Romagna, Croce Rossa Italiana (Cri) e Misericordie impegnati sul territorio, da Piacenza a Rimini, nel trasporto sanitario: a loro è destinato il progetto di formazione sostenuto dalla Regione e finanziato con 300mila euro. Risorse derivanti dalla campagna di raccolta fondi “Insieme si può, l’Emilia-Romagna contro il Coronavirus” promossa dalla Regione per affrontare l’emergenza, che ad oggi ha totalizzato oltre 92.400 donazioni e 78 milioni di euro di euro, tra versamenti destinati alla campagna (13.611.000 euro) e alle Aziende sanitarie (64.429.000 euro).

Il progetto è stato illustrato oggi alla stampa dal presidente Stefano Bonaccini, dall’assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini e dai presidenti delle organizzazioni coinvolte: Miriam Ducci di Anpas Emilia-Romagna, Antonio Scavuzzo di Cri Emilia-Romagna, Israel De Vito delle Misericordie Emilia-Romagna. Preciso l’obiettivo che si pone: consolidare e rafforzare le capacità organizzative, relazionali, di prevenzione dei rischi per la salute individuale e collettiva, di cura e assistenza. Un percorso formativo che vuole dunque elevare ulteriormente in Emilia-Romagna le capacità di risposta al contenimento e al contrasto di emergenze epidemiologiche, ad integrazione di quanto già assicura lo standard previsto dalla normativa regionale. Il corso, attraverso una piattaforma online e lezioni sul campo, affronterà dunque metodi e tecniche per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2, farà formazione sull’uso dei Dispositivi di protezione individuali (Dpi), approfondirà le capacità relazionali nella gestione del trasporto sanitario in emergenze epidemiologiche e in eventi catastrofici.

Del resto, il supporto del volontariato al 118 risulta evidente dai dati del 2020. Su un totale di 627.904 servizi di trasporto sanitario di urgenza in Emilia-Romagna, 300.118 hanno chiamato in causa mezzi delle associazioni di volontariato come Cri, Anpas e Misericordie. Nel 48% dei casi, in sostanza, il volontariato è intervenuto con i propri mezzi in aggiunta a quelli del sistema 118.

“I volontari sono una presenza preziosa per il nostro territorio, un’autentica linfa vitale- hanno sottolineato il presidente Bonaccini e l’assessore Donini-. Rappresentano un patrimonio da promuovere e valorizzare in tutti i modi, anche attraverso percorsi di formazione mirati. Anche in situazioni normali, e a maggior ragione da quando è iniziata l’epidemia- hanno aggiunto presidente e assessore- i volontari e le loro organizzazioni, che non ringrazieremo mai abbastanza a nome di tutta la collettività, hanno dato un contributo fondamentale, mostrando grande disponibilità e generosità. Riteniamo dunque giusto e doveroso sostenere questo bel progetto con risorse che sono sempre frutto della generosità: quella di coloro che hanno partecipato alla raccolta fondi indetta dalla Regione per far fronte all’emergenza Coronavirus”.

“Ringraziamo con grande riconoscenza il presidente Stefano Bonaccini che ha voluto riconoscere l’attività delle nostre associazioni, che durante l’emergenza Covid non si sono risparmiate a portare soccorso ai cittadini in un momento così delicato per tutti- ha affermato Miriam Ducci, presidente Anpas Emilia-Romagna, capofila del progetto formativo-. Questo progetto è una opportunità per i volontari per ampliare le proprie competenze, per cercare di prevenire e di affrontare questa nuova tipologia di emergenza con più strumenti, che attraverso la formazione diventano un patrimonio per tutto il nostro mondo. Questo progetto ci ha consentito di essere una squadra, di essere insieme – Anpas, Cri, Misericordie – unite da un unico obiettivo: rispondere ai bisogni dei cittadini della nostra regione”.

Il percorso formativo nasce da una premessa: nelle fasi di picco pandemico c’è stato un incremento imponente dei fabbisogni di trasporto sanitario in emergenza-urgenza, oltre che del trasporto cosiddetto “secondario” per le dimissioni protette di pazienti Covid-19. In fase emergenziale, spesso, sono proprio gli addetti al trasporto sanitario (e dunque impegnati anche nel 118) ad avere per primi un contatto diretto con il paziente, senza sapere se è positivo o negativo, se si tratta di un caso sospetto di Covid-19: è quindi necessario consolidare e rafforzare la preparazione di chi interviene, tanto più se volontario.

Anpas – Comitato regionale Emilia-Romagna, Croce Rossa Italiana – Comitato regionale Emilia-Romagna e Federazione delle Misericordie dell’Emilia-Romagna hanno dunque predisposto un progetto di respiro regionale, di cui Anpas è capofila; dopo un’attenta valutazione, il progetto è stato autorizzato dalla Regione e ha ottenuto il sostegno economico di 300mila euro.

Le organizzazioni coinvolte: i numeri

Anpas Emilia-Romagna

109 Pubbliche Assistenze • 930 formatori • 17.950 volontari • 340 dipendenti • 990 mezzi (ambulanze per emergenza e trasporto sanitario, mezzi per trasporto sociale) • affidamento del servizio di emergenza e trasporto tramite convenzione con le Province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna/Ferrara, Romagna.

Croce Rossa italiana Emilia-Romagna

49 comitati • 10 formatori • 15.132 volontari • 318 dipendenti • 945 mezzi (ambulanze per emergenza e trasporto sanitario, mezzi per trasporto sociale) • affidamento del servizio di emergenza e trasporto tramite convenzione con le Province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna/Ferrara, Romagna.

Misericordie Emilia-Romagna

17 Misericordie • 29 formatori • 2.900 volontari • 32 dipendenti • 57 mezzi (ambulanze per emergenza e trasporto sanitario, mezzi per trasporto sociale) • affidamento del servizio di emergenza e trasporto tramite convenzione con Romagna, Modena.

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