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Crisi Saga Coffee di Gaggio Montano, si apre un nuovo scenario: c’è un imprenditore disponibile a presentare una proposta e investire





Si apre un nuovo scenario per la crisi della Saga Coffee di Gaggio Montano. Conferma una nota della Regione Emilia Romagna. C’è un imprenditore italiano disponibile a incontrare le istituzioni per illustrare, tra una decina di giorni in Regione, la proposta di re-industrializzazione dell’area e gli investimenti. Intanto per i lavoratori, da settimane in presidio allo stabilimento, si profila un allungamento degli ammortizzatori sociali.

È in sintesi quanto emerso questa mattina in viale Aldo Moro, dal tavolo istituzionale per la salvaguardia occupazionale seguito all’annuncio della chiusura di Saga Coffee, dovuto alla decisione di delocalizzare presa dal Gruppo Evoca. Al confronto Regione, Città Metropolitana di Bologna e Comune di Gaggio Montano, i vertici Saga Coffe di Evoca Group, sindacati e rappresentanti dei lavoratori.

“Vogliamo la continuità produttiva di quel sito rimanga a Gaggio Montano -ha detto a margine dell’incontro il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- perché è troppo importante per la montagna e ovviamente per le oltre duecento persone, in carne e ossa, le loro famiglie. Fondamentale trovare una soluzione per tutti i lavoratori. Vogliamo perciò un progetto industriale serio e per questo la Regione è pronta a fare la propria parte, anche in termini di accompagnamento, con gli strumenti legislativi a disposizione. E quindi se c’è una disponibilità nuova è importante conoscerla e valutarla. Questo è ciò che chiedono giustamente le rappresentanze sindacali, a nome di lavoratori e lavoratrici. Noi siamo pronti a fare a fare tutto il possibile”.

“Non è la soluzione che auspicavamo, ovvero il ritiro della chiusura dello stabilimento di Gaggio Montano. Ora però- ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla- si apre una nuova fase che parte dalla manifestazione di interesse di un imprenditore che vuole investire in quell’area. Adesso vogliamo vedere il progetto e il suo impatto. L’importante è la serietà e la qualità degli investimenti unitamente a una soluzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori”.

Intanto, il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha confermato al presidente Bonaccini che la prossima settimana sarà a Gaggio Montano per incontrare lavoratrice e lavoratori in presidio davanti ai cancelli dell’azienda.

I sindacati hanno chiesto alla Regione di svolgere la valutazione delle prospettive industriali del progetto imprenditoriale. “Ringrazio le rappresentanze sindacali per la fiducia- ha aggiunto Colla-. Se il progetto industriale è serio saremo disponibili a sostenere, con gli strumenti a nostra disposizione, il percorso di investimenti e re-industrializzazione che sarà messo in campo. È nell’interesse di tutti, inoltre, essere rapidi e chiudere quanto prima questa procedura. Lo dobbiamo ai lavoratori in mobilitazione da settimane, stremati e preoccupati per il loro futuro”.

I vertici dell’azienda hanno assicurato che l’incontro con il soggetto che ha manifestato l’interesse per acquisire il sito avverrà tra una decina di giorni e che, al fine di accompagnare la transizione all’acquisizione, è disponibile al confronto con i sindacati per concedere per altre 8 settimane gli ammortizzatori. “Gli strumenti necessari per gestire la transizione debbono essere pienamente utilizzati e Evoca deve fare la sua parte, agevolando e accompagnando la soluzione, affinché non si creino due percorsi paralleli e si rischi di rimanere in mezzo al guado”, ha ammonito l’assessore regionale.

Il confronto è aggiornato a dopo l’incontro con l’imprenditore.

All’incontro, oltre alla Regione, erano presenti Sergio Lo Giudice per la Città Metropolitana di Bologna, Giuseppe Pucci, sindaco di Gaggio Montano, l’amministratore delegato di Saga Coffee e del Gruppo Evoca Andrea Zocchi, Confindustria Emilia-Romagna, i rappresentanti sindacali regionali e territoriali dei metalmeccanici di Cgil-Fiom e Fim Cisl, Uil regionali e di Bologna nonché le Rsu interne, rappresentanti dei lavoratori.

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