«I recenti tragici episodi di femminicidio avvenuti a Modena e a Reggio Emilia dimostrano ancora una volta quanta strada ci sia da percorrere e quanto sia necessario continuare a combattere ogni forma di violenza sulle donne». E’ il commento di Maurizia Rebecchi, consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra mercoledì 25 novembre.

«Sono necessarie azioni di contrasto e prevenzione – aggiunge Rebecchi  – che devono essere più efficaci, soprattutto in presenza di situazioni di violenza conosciute e denunciate, perché le donne vittime di violenza non devono sentirsi sole, ma devono sapere che c’è una comunità intera, con le sue istituzioni, impegnata a difenderle. E’ necessario favorire la diffusione, a partire dalle scuole e dalle nuove generazioni, di una cultura del rispetto nei confronti delle donne e dell’altro in generale».

Per Rebecchi, inoltre, occorre un cambio di passo anche nelle istituzioni, dove le donne trovano ancora tante difficoltà nel vedere riconosciuto il loro valore.

Dai dati raccolti dall’Osservatorio sulla violenza di genere della Provincia, che rende disponibili le informazioni sui servizi e le iniziative sul tema (www.violenzadigenere.provincia.modena.it), emerge che su 47 sindaci modenesi solo nove sono donne e su 663 consiglieri comunali 248 sono donne, pari a circa il 37 per cento, «dati ancora insufficienti – afferma Rebecchi – se vogliamo costruire una società all’insegna della parità di genere».

Nella politica italiana, conclude Rebecchi, ci sono tante donne capaci e sarebbe un segnale importante se, tra i candidati al ruolo di futuro Presidente della Repubblica, venisse finalmente individuata una di loro.

 

AI PRONTO SOCCORSO IN MEDIA 800 DONNE OGNI ANNO

Dai dati forniti dall’Osservatorio provinciale sulla violenza contro le donne emerge che negli ultimi tre anni in media circa 800 donne vittima di aggressione si sono rivolte alla rete dei pronto soccorso dell’Azienda Usl di Modena e agli ospedali di Baggiovara e al Policlinico di Modena.

Si registra anche un incremento dell’incidenza degli atti di violenza compiuti da persone interne alla cerchia familiare della vittima, circa la metà degli episodi).

Dal 2015 al 2020, inoltre, nel modenese si sono verificati oltre 110 casi di violenza sessuale gestiti dall’accettazione ostetrico-ginecologica del Policlinico di Modena, in base a una procedura condivisa fra Policlinico e l’Azienda Usl di Modena che prevede la centralizzazione in questo ospedale di tutti i casi di violenza sessuale a livello provinciale.

Alla rete dei Consultori familiari dell’Azienda Usl di Modena ogni anno in media oltre un centinaio di donne chiedono assistenza e servizi di psicoterapia e consulenza per problematiche di violenza di genere.

Il Centro Ldv-Liberiamoci dalla Violenza, attivato dall’Azienda per l’accompagnamento al cambiamento di uomini autori di violenza, ha registrato, dalla sua attivazione nel 2011, il trattamento di 375 casi con 138 uomini che hanno concluso il percorso, mentre a marzo 2021 erano in trattamento 51 uomini.