La grande prova, del tutto nuova, è in programma per gennaio. Fino ad allora, allenamento senza sosta, cominciato per altro già a fine agosto, non appena la temperatura, a 1200 metri d’altezza, era scesa sotto i 15°, almeno al mattino e alla sera. Una gran fatica, ma anche una soddisfazione che si assapora giorno per giorno, prima ancora del grande evento: riuscire a percorrere con i propri cani 450 chilometri sulla neve e tra i paesaggi straordinari della Scandinavia.

È questo, e altro ancora, il mondo quasi magico in cui introduce Luca Fontana di Frassinoro sull’Appenino modenese, che dal 2014 ha cominciato l’allevamento di cani Siberian Husky e, soprattutto, le gare di sleddog sulla lunga distanza, dai 100 chilometri in su, fino ad arrivare ai 450 chilometri che lo attendono all’inizio del prossimo anno. Una tappa strategica, per puntare ancora “più in lungo”, cioè alla gara delle gare, quella da 60 chilometri.

Cominciata come una passione da aggiungere al lavoro quotidiano, Luca con la sua attività ha pian piano fatto crescere un allevamento – Casa Mancino – che attualmente ha 16 cani e assicura una cucciolata all’anno. «Una scelta, quella di contenere il numero delle nascita – spiega -, perché tutto rimanga nell’ambito di un’attività che ha a cuore la salute e il ben stare dei cani. Cerchiamo di selezionare anche le persone cui affidiamo i cuccioli».

Ora però l’attività è tutta concentrata sulla prossima gara. Ma perché questa passione nata nel cuore degli Appennini? «Una sfida di nicchia e animali molto interessanti rappresentano senz’altro una buona spinta – afferma Fontana -. Sono animali impegnativi da allenare, perché hanno uno spirito fortemente predatorio, poco incline a piegarsi alle richieste pensate per i cani da compagnia. Tuttavia, hanno un’indole votata al “ragionamento” ed è notevole la soddisfazione di portarli a raggiungere gli obiettivi fissati». Inoltre, aggiunge, «è sufficiente vedere la loro gioia quando capiscono che si sta per attaccare la slitta e partire. Sembrano nati per questo». Infatti, i Siberian Husky originariamente erano cani da lavoro e questa indole l’hanno mantenuta: «Con loro si è sicuri di tornare a casa – conferma l’esperto -. Sono meno veloci di altre specie, ma hanno una notevole resistenza».

Le gare che Luca Fontana affronta con i suoi 16 cani sono non-stop, nel senso che, a parte le soste obbligate per rifocillarsi e verificare la salute dei cani, si corre di giorno e di notte, fino al raggiungimento del traguardo. «Trecento chilometri si fanno in circa 15 ore», esemplifica Luca, che d’inverno nell’area in cui vive non propone l’esperienza della sleddog, perché non ci sono le condizioni. «In estate, invece, abbiamo cominciato a proporre esperienze di Dog Trekking, con un buon successo, perché è un’attività adatta a ogni età». In sostanza, si possono fare passeggiate legati ai cani con imbragature adatte. Gli Husky conducono i turisti lungo sentieri che conoscono.

«Questa attività è una passione ed è destinata a restare tale anche in futuro», pensa Luca Fontana, che mira invece a disputare la gara più famosa e impegnativa, quella lunga 600 chilometri, portandosi ancora più a Nord della Scandinavia, dove nei mesi scorsi ha per altro soggiornato (Tjikko) per oltre un mese, producendo uno straordinario documentario.

 

 

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