Da Sinistra Giorgia Pifferi, Antonio Brambilla, Silvia Menabue, Cristina Monzani

Come gestire le emozioni dei bambini e saperle condividere con gli altri per una crescita della persona? Quali frutti raccogliere da un’esperienza così articolata e, per molti, anche dolorosa, come la pandemia? Ha preso il via in queste settimane il progetto ‘Scuola delle emozioni’, un percorso sperimentale rivolto agli educatori, insegnanti e genitori delle scuole dell’infanzia e delle primarie della provincia di Modena. L’attività formativa, in modalità online, vede coinvolti l’Azienda USL di Modena e l’Ufficio Scolastico provinciale con la collaborazione di docenti dell’Università degli Studi di Bologna. Agli incontri in programma partecipano anche i professionisti sanitari che collaborano con gli istituti scolastici coinvolti.

 

Il progetto

Il progetto è nato nel periodo del primo lockdown, sulla scia degli sconvolgimenti emotivi vissuti dagli alunni, che dalla scuola in presenza si sono dovuti abituare a un insegnamento a distanza, talvolta faticoso, non soddisfacente e comunque per molti aspetti differente dalla “quotidianità” pre-covid. Sono state tante le iniziative che istituzioni e scuole hanno realizzato per affiancare docenti e ragazzi nel fronteggiare questo momento così difficile e complesso e ciò ha portato alla definizione di buone prassi messe in campo per portare avanti i percorsi inclusivi negli istituti scolastici.

Per rispondere efficacemente alle necessità educative delle nuove generazioni, si è reso così opportuno concentrare l’attenzione non solo sulla parte dedicata agli apprendimenti didattici, ma anche sulla parte più educativa, volta ad una crescita globale della persona, intesa anche nella sua parte emotiva, senza paura di scoprire aspetti prima sconosciuti o non ancora sperimentati dell’identità che va formandosi.

 

Gli obiettivi

Il percorso alla base della ‘Scuola delle emozioni’ ha come obiettivo la socializzazione sana degli alunni; la restituzione della dimensione corporea come aspetto centrale; la possibilità di fare vivere ai ragazzi ambienti che sappiano accogliere le emozioni, senza negarle o camuffarle; la capacità degli insegnanti di educare ad una coscienza ecologica e a una visione del futuro più sostenibile. Aspetto essenziale si rivela quello della costruzione di un’alleanza educativa tra scuola e famiglia, alla base dell’azione educativa e tema centrale riguardo la riflessione pedagogica.

 

Contenuti e prospettive

Nei vari incontri formativi accanto ad una parte teorica, saranno via via raccolte le buone pratiche da seguire all’interno dei vari contesti educativi, metodologie che possano dare voce all’emotività, attraverso una relazione che accompagni gli alunni nel processo di riconoscimento delle proprie emozioni e li aiuti a ritrovare il benessere personale. Spazio viene dato anche all’espressività teatrale e all’individuazione di nuove modalità per la costruzione di relazioni empatiche. A seguire, una volta concluso questo primo percorso sperimentale, si lavorerà per creare una cabina di regia a livello provinciale per coordinare e monitorare il progetto stesso, oltre all’individuazione di un docente referente del progetto per ogni istituto aderente e la programmazione di incontri di monitoraggio e condivisione delle pratiche attivate nelle scuole. Al momento le scuole che hanno partecipato alla prima fase di coordinamento, rappresentative di tutta l’area provinciale, sono: Direzione Didattica di Pavullo, Istituto comprensivo Bursi di Fiorano, Istituto Comprensivo Modena 1, Istituto Comprensivo di Soliera, Istituto Comprensivo di Nonantola. Sul sito www.ausl.mo.it/scuola-emozioni si trovano interventi e materiali utili.

“La recente esperienza vissuta in conseguenza della pandemia ha fatto emergere l’importanza degli aspetti emotivi, che è necessario porre al centro del percorso di crescita di ciascuno – spiega Silvia Menabue, Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale -. Per questo, la scuola è invitata a focalizzare l’attenzione non solo sugli apprendimenti, ma anche sulle emozioni, per favorire la crescita globale della persona. Un clima di apprendimento favorevole e ricco di elementi facilitatori, basato sull’ascolto delle necessità formative di ciascuno, facilita la costruzione di relazioni serene e significative, solida base per un contesto scolastico inclusivo, attento alle esigenze di tutti. Il rispetto reciproco e l’educazione alla gentilezza possono costituire elementi essenziali per il contrasto a fenomeni di bullismo, cyberbullismo, hate speach, isolamento e ritiro sociale”.

“Il covid ha avuto un impatto molto forte su tutti noi – dichiara il Direttore generale Ausl Antonio Brambilla – ma soprattutto ha gravato sulle generazioni più giovani che hanno visto ridursi le proprie possibilità di apprendimento, di svago, lo sport, insomma tutti i campi in cui è possibile fare esperienza del mondo e delle relazioni con gli altri sono stati colpiti dalle restrizioni. Ritengo quindi fondamentale lavorare per far emergere tutte le emozioni che i ragazzi hanno vissuto e la scuola è un partner fondamentale nel nostro territorio per costruire percorsi di salute efficaci. Ben venga questo lavoro, auspico ne seguiranno tanti altri e ringrazio ancora una volta l’Ufficio scolastico provinciale per la collaborazione che sempre ci assicura”.

“Le emozioni sono un fenomeno complesso costituto da molteplici componenti – osserva Giorgia Pifferi, referente del progetto per l’Azienda USL di Modena -. Sapere riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, imparare a gestirle e sviluppare buone relazioni sono elementi fondamentali per la crescita delle persone. L’idea di base del progetto ‘Scuola delle emozioni’ è proprio quella di mettere al centro il tema delle emozioni in un percorso che coinvolge non solo docenti e studenti, ma anche le famiglie. Una attenzione verso il tema delle emozioni diventa un punto fondamentale nella progettazione più ampia delle attività di promozione alla salute e del benessere”.

“Questo progetto ha un valore molto importante per la nostra comunità e si colloca all’interno del nuovo Piano della Prevenzione che guarda al futuro partendo dai bimbi piccoli – dichiara Massimo Brunetti, Direttore della Comunicazione e Promozione della Salute dell’Azienda USL di Modena. La stretta collaborazione con i docenti e l’Ufficio Scolastico Provinciale è il simbolo di come si possa lavorare su temi complessi, mettendo in comune saperi e professionalità. Il nostro benessere di adulti passa da una buona capacità nel gestire in modo adeguato questo aspetto e gli interventi più efficaci sono quelli che iniziano da piccoli. Con questo progetto vogliamo anche lavorare sul benessere dei docenti, messo a dura prova dalla pandemia e riuscire a dialogare anche con le famiglie dei bambini. Questa importante iniziativa integra i progetti di peer education già in essere sugli adolescenti e i giovani della nostra provincia che toccano anch’essi queste tematiche”.