
Il Comitato promotore del Biodistretto ha deciso così di essere vicino alle persone che lottano anche per difendere un territorio, il nostro Appennino, che subisce continue delocalizzazioni industriali, perdendo di anno in anno storiche realtà produttive. Per Saga Coffee ora sembra ci sia un’alternativa: speriamo tutti che l’imprenditore interessato salvi i posti di lavoro e l’attività produttiva qui, a Gaggio Montano.
“Così come stanno facendo questi lavoratori, dobbiamo opporci con resistenza alle dinamiche di mero profitto a favore di una dimensione che consideri le persone e il territorio valori fondamentali – spiega Lucio Cavazzoni, presidente del Comitato promotore del Biodistretto dell’Appennino Bolognese – La chiusura di Saga Coffee sarebbe un colpo durissimo per il territorio. Per questo il gesto di questi contadini, veri ambientalisti agricoli, vuole essere una testimonianza di un comune attaccamento alla nostra terra”.
“Con questi lavoratori e lavoratrici ci accomuna l’amore per un territorio che sta soffrendo sempre di più, anche in una terra ricca come l’Emilia-Romagna – aggiunge Antonio Capelli, membro del Comitato promotore e agricoltore – Il nostro obiettivo è quello di riportare vita e lavoro buono in montagna, per evitare di vederla spegnere”.
Al presidio i contadini portano pani di montagna, vin brulé, farine, castagne, dolci, mieli, formaggi, confetture e affettati, tutto biologico. Oltre alla loro amicizia contadina.
“La visita degli agricoltori del Biodistretto dell’Appennino Bolognese – commenta Primo Sacchetti, della Fiom Cgil – oltre a essere un gesto di solidarietà e di vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori della Saga Coffee, è importante perché serve a promuovere questa assoluta eccellenza dell’Appennino. E dimostra quanto sia ricco questo territorio, ma soprattutto fatto di gente laboriosa. Per questo li ringraziamo con grande piacere”.
La manifestazione è stata voluta dal Comitato promotore del Distretto Biologico dell’Appennino bolognese, costituito nel settembre 2020. Il modello dei distretti biologici punta a sviluppare un’agricoltura avanzata nei territori montani, ricchi di biodiversità e vocati a produzioni di qualità. Un tesoro fatto di piccole e medie imprese tradizionalmente portate a un’agricoltura sostenibile: uno studio di fattibilità ha evidenziato infatti che già oggi il 33% delle superfici agricole è coltivato con tecniche biologiche certificate, mentre in alcuni comuni la percentuale raggiunge addirittura il 75%. Il biodistretto ha l’obiettivo di valorizzare le specificità locali riportando in montagna la lavorazione e la trasformazione dei cibi prodotti sul territorio, contribuendo così a creare un’economia, e anche una cultura, di comunità. Lasciando il valore sul territorio e favorendo la nascita di piccole realtà di trasformazione.

