Il 2021 è stato certamente l’anno dei record per l’attività trapiantologica dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. In quest’anno solare, infatti, la Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diretta dal prof. Fabrizio Di Benedetto, ha eseguito 105 trapianti di fegato, di cui 7 da donatore vivente, ai quali si aggiungono 33 trapianti di rene. Si tratta di numeri che collocano il Centro Trapianti di Modena tra i primi in Italia ed ai vertici in Europa.

Il record di Trapianti di Fegato è stato raggiunto nell’anno in cui il Centro ha festeggiato il numero simbolico dei 1000 trapianti di fegato dall’inizio dell’attività avvenuta nel 2000.Questi numeri sono in linea con la crescita mostrata negli ultimi cinque anni. “Desidero anzitutto fare i complimenti all’equipe del prof. Di Benedetto per il grande lavoro svolto – ha commentato il Direttore Generale Claudio Vagnini – Non sono, però, solo i numeri a dipingere la qualità del centro trapiantologico modenese, quanto la completezza dell’offerta sanitaria. Il Centro vanta, infatti, programmi innovativi come il trapianto di fegato da donatore vivente, il trapianto per indicazioni oncologiche come le metastasi epatiche da adenocarcinoma del colon ed il colangiocarcinoma, il trapianto di rene da donatore vivente con prelievo totalmente robotico ed il trapianto di rene robotico.  Questa offerta è figlia della grande professionalità di tutte le componenti del percorso. La performance del  CentroTrapianti è garantita da un meccanismo multidisciplinare che in un momento così difficile come quello che stiamo attraversando a causa della pandemia, ha dato una grande prova di coesione e abnegazione”.

Desidero ringraziare l’AOU per aver messo a disposizione le risorse necessarie a realizzare dei programmi così innovativi che vanno a migliorare l’offerta per la salute della popolazione regionale e di tutti coloro che si rivolgono al nostro Centro – ha spiegato il prof. Fabrizio Di BenedettoQuesti programmi hanno un’elevata complessità tecnica e tecnologica, e richiedono un coinvolgimento multidisciplinare e una grande dedizione da parte di tutti i professionisti dell’AOU. Da quando mi è stata affidata la direzione del Centro ho lavorato con l’Azienda e con l’Università per costruire un’equipe chirurgica altamente specializzata ed in grado di sviluppare i programmi innovativi che oggi l’Azienda può offrire, specialmente nell’ambito dei tumori primitivi e secondari del fegato e dei trapianti di fegato e rene”.

“Da quando sono arrivato in Azienda – ha concluso il dottor Vagniniho promosso l’immediata apertura del programma di trapianto di fegato da donatore vivente, ed i numeri complessivi del trapianto di fegato sono incrementati di circa il 30%, superando quest’anno i cento. Questo è un risultato estremamente importante, specialmente in un momento così difficile per la sanità a livello globale. Ho inoltre fortemente voluto la crescita del programma robotico dotando il Policlinico di una piattaforma robotica dedicata ai percorsi innovativi”.

È stato eseguito inoltre il primo trapianto nell’AOU di rene da donatore vivente in una coppia con incompatibilità di gruppo sanguineo, cosiddetto AB0 incompatibile, una ulteriore opportunità che viene messa a disposizione dei pazienti in lista di attesa nel nostro centro. Così come l’opportunità del trapianto di rene robotico, di cui è stato eseguito quest’anno il primo caso in Regione Emilia-Romagna, estende l’indicazione al trapianto di rene ai pazienti obesi che avrebbero altrimenti difficoltà ad eseguire un trapianto di rene. Questi traguardi sono stati raggiunti grazie alla gestione integrata tra il reparto di Nefrologia, diretto dal prof. Gabriele Donati, e la Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato, all’interno della quale la responsabilità chirurgica del trapianto di rene è affidata al prof. Stefano Di Sandro, responsabile dell’unità semplice chirurgica Trapianto di Rene.

Nel 2021 sono stati eseguiti 33 trapianti di rene, di cui 9 da donatore vivente con tecnica di prelievo robotica, e 4 trapianti di doppio rene.

Al trapianto si associa, infine, un’attività di grande valore quale la chirurgia oncologica con approccio robotico, che oggi conta 346 procedure eseguite tra il 2014 ed il 2021, resa possibile anche dalla disponibilità della piattaforma robotica presso lo stabilimento del Policlinico, a suggellare il sinergismo tra innovazione chirurgica e trapianto d’organi.

Nel corso dell’anno 2021, inoltre, il reparto di Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato ha conseguito, grazie al supporto del Sistema Qualità dell’AOU e con l’impegno dello staff chirurgico, la certificazione di qualità secondo normativa ISO 9001:2015 per la gestione del paziente candidato a Trapianto di fegato, e la certificazione delle competenze del team multidisciplinare chirurgico, radiologico, epatologico ed oncologico per la gestione delle patologie del fegato.

 

Il percorso trapianti in AOU di Modena

Oltre che dai Chirurghi dei trapianti, il percorso vede la collaborazione dell’equipe anestesiologica del prof. Massimo Girardis  – che al Policlinico di Modena supporta i chirurghi sia nel trapianto da cadavere che in quello da vivente – e dall’equipe anestesiologica della dottoressa Elisabetta Bertellini – che all’Ospedale Civile supporta il processo di donazione da cadavere che di recente si è arricchita dell’opzione da cuore non battente – la Gastroenterologia del Policlinico, diretta dal prof. Antonio Colecchia,  e la Nefrologia e Dialisi, diretta dal prof. Gabriele Donati, si occupano del supporto medico alla preparazione dei pazienti cirrotici e con malattia renale terminale. Importante è il ruolo della Medicina metabolica, diretta dal prof. Pietro Andreone nella gestione di particolari patologie del fegato che possono essere soggette a trapianto, e fondamentale la collaborazione con l’Oncologia Diretta dal prof. Massimo Dominici per la gestione del percorso del trapianto di fegato per indicazioni oncologiche. Le Malattie Infettive, dirette dalla prof.ssa Cristina Mussini partecipano attivamente alla valutazione del paziente in lista d’attesa per la prevenzione delle infezioni post-trapianto. Il percorso si basa sul supporto del Dipartimento Diagnostica per Immagini, diretto dal prof. Pietro Torricelli e fondamentale è il ruolo del supporto psicologico della Psicologia Ospedaliera, diretta dalla dottoressa Paola Dondi. Il personale infermieristico, diretto dalla dottoressa Annarita Garzia, è la linfa del percorso a tutti i livelli, sia in reparto, sia in sala operatoria.

“In un’Azienda Ospedaliero – Universitaria è fondamentale la collaborazione con l’Ateneo, sia dal punto di vista della ricerca scientifica, sia da quello della didattica in quanto un centro di alto livello rende attrattiva tutta l’offerta didattica” – hanno commentato il prof. Giorgio De Santis, Presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia e il prof. Ugo Consolo Dipartimento Chirurgico, Medico, Odontoiatrico e di Scienze Morfologiche con interesse Trapiantologico, Oncologico e di Medicina Rigenerativa.

In questi ultimi anni – ha aggiunto il prof. Massimo Girardis, Direttore della struttura complessa di Anestesia e Terapia Intensiva del Policlinico – la gestione peri-operatoria del donatore e del ricevente in caso di un trapianto da vivente è migliorata in modo decisivo grazie anche allo sviluppo di nuove metodologie anestesiologiche e rianimatorie che permettono di sottoporre a trapianto d’organo o ad altra chirurgia maggiore pazienti molto complessi. Questa attività richiede un team medico ed infermieristico di elevatissima competenza, flessibilità e capacità di lavoro multidisciplinare, team che credo siamo riusciti a formare in questi 20 anni. E ai componenti di questo team va il mio ringraziamento ed elogio per quanto fatto in modo particolare negli ultimi due anni dove, nonostante il grosso impegno dedicato alla cura dei pazienti COVID19, siamo riusciti a svolgere questa importante attività trapiantologica”.

Il trapianto nasce da è un gesto di generosità e il ruolo dei donatori e delle loro famiglie è fondamentale. “Anche nei mesi più duri del Covid – ha commentato la dottoressa Elisabetta Bertellini, – a inizio 2020, le donazioni a Modena non sono mai diminuite. Quest’anno all’Ospedale Civile abbiamo avuto 50 manifestazioni di volontà a donare, dalle quali sono scaturite 22 donazioni multiorgano. Dietro ogni donazione ci sono tante storie di generosità che è fondamentale ricordare. Grazie.”. Rispetto al passato l’età del paziente candidabile alla donazione si è alzata e questo aiuta ad avere molte più opzioni a disposizione. Tra queste la donazione a cuore non battente per la quale la dottoressa Bertellini ha ringraziato i suoi operatori e la collaborazione con i chirurghi.

La dottoressa Paola Dondi ha rimarcato l’importanza di una struttura che è in grado di dare sicurezza al paziente nel percorso pre-operatorio, operatorio e post-operatorio che favorisce anche il percorso di supporto psicologico ai pazienti e ai loro famigliari. Il prof. Pietro Andreone, il prof. Antonio Colecchia, il prof. Massimo Dominici e il prof. Gabriele Donati hanno evidenziato come ormai si riescano a candidare al trapianto pazienti che un tempo non erano assolutamente candidabili, per età e condizioni fisiche.