“La scelta fatta da Trenitalia di sopprimere sistematicamente il treno Freccia Rossa 9303, che collega Milano – Roma con fermata nei capoluoghi emiliani, è una scelta errata. Una scelta che penalizza non solo il territorio, già fortemente sfibrato dalla crisi pandemica, ma le lavoratrici, i lavoratori e cittadini che, nel tentativo di tornare alla tanto sperata normalità, devono poter aver accesso a tutte le strutture di mobilità disponibili.

Il paradosso è che ci sono aree del Paese in cui si invocano interventi, attraverso i fondi del Pnrr, per realizzare infrastrutture idonee a garantire collegamenti ferroviari efficienti ed efficaci, mentre laddove queste infrastrutture esistono – ed è il caso della linea ferroviaria Milano-Bologna che serve, fra le altre, le città di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena – Trenitalia, a seguito di valutazioni e scelte discutibili, ne sopprime i collegamenti. Rammentiamo a Trenitalia che le quattro province insieme hanno una popolazione pari a circa 2 milioni di abitanti.

E’ palese che tutto ciò, costringendo le persone che devono recarsi fuori regione a viaggiare su treni regionali che effettuano molteplici fermate e con cambio treno a Bologna, provochi un fortissimo disagio e perdite di tempo e che costituisca un deterrente verso l’uso della mobilità collettiva sulla media lunga percorrenza, inducendo all’uso del mezzo individuale con inevitabili conseguenze negative in termini di inquinamento.

Infine, non si riescono a comprendere le ragioni per le quali Trenitalia non ha ancora ripristinato a bordo delle “Frecce” il servizio bar e ristorante, visto che i servizi di ristorazione sono ripresi in tutti i settori.

Per queste ragioni, chiediamo a Trenitalia un’inversione di rotta e il ripristino dei treni e dei servizi soppressi, a partire dal treno AV 9303. In caso contrario attiveremo tutte quelle prerogative proprie del sindacato affinché cessi la condizione discriminante nei confronti di cittadini, utenti e pendolari della regione Emilia-Romagna quotidianamente coinvolti.”

 

 

 

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