
L’Ismea conferma – riferisce la Coldiretti – che il settore del bovino da latte è tra i più esposti all’incremento dei costi di produzione, innescati dalle tensioni dei prezzi delle materie prime, cresciuti solo a dicembre del 13% rispetto all’anno precedente. Facendo riferimento a una delle tipologie aziendali più rappresentative dell’allevamento italiano e considerando oltre all’alimentazione e alla bolletta energetica, anche l’incidenza delle componenti fisse (ammortamenti e interessi sul capitale impiegato), il costo medio di produzione del latte risulterebbe pari a 46 centesimi/litro. Un valore molto piu’ alto di quello pagato agli allevatori che sono costretti a lavorare in perdita in quanto non è possibile fermare la produzione di latte nelle stalle.
“Se i prezzi per le famiglie corrono i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori non riescono neanche a coprire i costi di produzione con il balzo dei beni energetici che si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’annunciare che per questo “decine di migliaia di allevatori ed agricoltori della Coldiretti con trattori e animali al seguito lasciano le campagne domani giovedì 17 febbraio dalle ore 9,00 ed invadono le città, da nord a sud del Paese, per salvare l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro ed il territorio”.

