Nei giorni scorsi, nel corso di un incontro ospitato nella Sala del Consiglio del Comune di Vignola alla presenza di amministratori, aziende agricole, associazioni ed operatori economici locali, è stato formalmente avviato il percorso “Monitoraggio partecipato della biodiversità in agricoltura biologica e nel territorio”, un progetto a cura di Humus – Rete Sociale per la Bioagricultura Italiana, un’associazione promossa da diverse organizzazioni che operano nell’agricoltura biologica italiana, pensata come punto di incontro ed interazione, con l’obiettivo principale di definire e condividere buone pratiche di produzione agrobiologica e di relativa utilizzazione dei prodotti, pratiche improntate su principi e requisiti di responsabilità ambientale e sociale, finalizzate alla sostenibilità e alla solidarietà fra i diversi soggetti interessati.

Attraverso questo percorso, la Rete Humus, in coerenza con la recente strategia UE sulla biodiversità e quella sull’agricoltura, intende coinvolgere la comunità dell’Unione Terre di Castelli nella sperimentazione di un percorso volto a definire delle linee guida condivise di implementazione e valorizzazione di un sistema partecipato della biodiversità e promozione di pratiche agricole più sostenibili.

Questo primo incontro dà avvio al percorso, della durata di sei mesi, la cui proposta progettuale ha ottenuto un finanziamento da parte della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del sostegno ai processi di partecipazione (LR 15/2018, Bando 2021).

In apertura la Presidente Emilia Muratori, ha confermato la volontà dell’Unione di affiancare la Rete Humus nello sviluppo di questo processo di ascolto e di coinvolgimento della cittadinanza, spiegando come attraverso il progetto l’ente intenda attivare un’azione volta a supportare la definizione partecipata di politiche e strategie per il consolidamento e lo sviluppo della sostenibilità anche in ambito agricolo.

Presenti in rappresentanza della Rete Humus, Marco Pollastri e Antonio Compagnoni, che hanno illustrato come la metodologia che si vuole sperimentare abbia la molteplice funzione di salvaguardare e migliorare il livello di biodiversità, di promuovere pratiche agricole più sostenibili e di valorizzare il sistema sociale ed economico connesso all’agricoltura biologica ed al presidio del territorio. Un focus particolare sarà inoltre dedicato alle piccole realtà agricole e all’agricoltura sociale come pratica diffusa da orientare ad una pratica di sostenibilità e tutela della biodiversità.

Parte integrante del percorso sarà la sperimentazione del sistema di monitoraggio partecipato che verrà applicato in primis nelle quatto aziende locali (Podere Prasiano a Festà di Marano Sul Panaro, Azienda Agricola Tizzano a Monteombraro di Zocca, Azienda Agricola i Toschi e Azienda Agricola La Bifolca a Vignola) e potrà essere esteso ad altre realtà interessate degli altri Comuni dell’Unione.

Durante il percorso verranno inoltre organizzati degli eventi di educazione naturalistica e scientifica, come un bioblitz a cui potranno partecipare tutti i cittadini (in particolar modo i giovani e la comunità scolastica), che verranno accompagnati in un’esplorazione da esperti naturalisti. La presenza della cittadinanza è l’elemento fondamentale del progetto: i cittadini, coinvolti attivamente in una attività a carattere scientifico, la cosiddetta Citizen Science, contribuiscono in maniera partecipe al valore e alla biodiversità delle aree protette.

Per essere informati sul percorso ed i suoi sviluppi consultare il sito dedicato (in costante aggiornamento): http://www.retehumus.it/monitoraggio-partecipato/