squadra mobileIn relazione al rinvenimento presso una ditta sita a Granarolo dell’Emilia di contenitori nei quali si trovavano parti anatomiche conservate in contenitori  di vetro sotto formalina o alcool costituenti rifiuti sanitari speciali, le indagini svolte dalla Polizia di Stato, sotto le direttive della Procura, hanno acclarato la provenienza dal Policlinico Sant’ Orsola e precisamente dall’Istituto di Anatomia Patologica dove detti reperti erano stati oggetto di movimentazione effettuata fra la fine del 1999 e il 2000 da parte del Museo “Cesare Taruffi” già sito all’interno dell’Ospedale Sant’Orsola e di proprietà dell’Università degli Studi di Bologna, a seguito di lavori di ristrutturazione che interessavano quell’edificio.

A seguito di istanza del Rettore dell’Università degli Studi di Bologna con cui richiedeva di rientrare in possesso di detto materiale per riprendere e concludere le procedure di corretto smaltimento, essendo stato analiticamente ricostruito il percorso che ha portato al prolungato deposito del materiale sequestrato ed essendo altresì acclarata la natura e la provenienza dei rifiuti individuati,  la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro e la restituzione di quanto oggetto di sequestro all’Università di Bologna, provvedimento eseguito dagli Agenti della Squadra Mobile.

Dichiarazione del Rettore Giovanni Molari:  “L’Ateneo ha chiesto e ottenuto dall’autorità giudiziaria, lo scorso 3 marzo, il dissequestro dei delicati materiali conservati a Granarolo. Sabato scorso sono stati affidati a una ditta specializzata che li ha messi in sicurezza in contenitori idonei e che ha avviato le procedure per la consegna a un deposito autorizzato a trattare tali materiali, secondo le norme di legge.

Si chiuderà così questa vicenda che ha turbato la sensibilità di tutti e che si sarebbe dovuta condurre in altro modo oltre quindici anni fa”.

 

 

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