“Open gate”, il progetto del Comune di Modena per il Polo del Palazzo dei Musei che ha l’obiettivo di aprire una vera e propria porta di accesso, fisica e virtuale, al sistema culturale e museale cittadino, è stato finanziato con un milione di euro dal Fondo per la cultura del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, ottenendo così l’intero contributo che era stato richiesto dall’Amministrazione.
Il progetto si inserisce nell’ambito del programma Next generation Modena che definisce le prospettive strategiche per cogliere le opportunità fornite dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il progetto “Open gate”, che ha un valore complessivo di 1 milione 390 mila euro (con un contributo del Comune ben superiore al 20 per cento richiesto dal bando ministeriale) prevede l’allestimento dei nuovi spazi espositivi e di accoglienza nel Polo del Palazzo dei Musei, realizzati nell’ambito della riqualificazione, ancora in corso, dell’ex Ospedale Estense e dei progetti sul Sant’Agostino. Nelle grandi sale del piano terra, alle quali si potrà accedere sia da piazzale Sant’Agostino sia da corso Vittorio Veneto, saranno create, inoltre, nuove aree multimediali, anche a carattere immersivo, insieme a una mappa digitale e a una pianta calpestabile interattiva per valorizzare il patrimonio del Museo civico, dell’Archivio storico e della Biblioteca Poletti. Nell’ambito del progetto sono previste anche la digitalizzazione delle collezioni museali e delle documentazioni archivistiche, interventi conservativi su dipinti, strumenti musicali e incisioni preliminari alla loro digitalizzazione, la creazione di un unico “repository” per la conservazione a lungo termine di dati, immagini, file audiovideo secondo gli standard nazionali e internazionali.
Candidato su proposta dell’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, il progetto, che dovrà essere realizzato nell’arco di tre anni, è stato sviluppato da Museo civico, Archivio storico e servizio Edilizia storica del Comune di Modena, con la collaborazione del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, nell’ambito delle iniziative che sviluppano il dialogo tra innovazioni tecnologiche e strumenti digitali applicati alla conservazione, tutela e fruizione culturale, artistico e architettonica. Temi che fanno riferimento alla digitalizzazione come mezzo necessario per concorrere alle politiche di sviluppo sostenibile declinate dall’agenda 2030 delle Nazioni Unite e richiamano esplicitamente gli elementi che hanno consentito a Modena di essere nominata Città creativa Unesco per le Media arts. La cornice di riferimento progettuale è quindi quella che, oltre gli istituti culturali, coinvolge il Laboratorio Aperto, Fem, il progetto di recupero delle Ex Fonderie con il Dast, il Data Center e l’utilizzo dei big data per la formazione. Tra gli obiettivi, appunto, anche lo sviluppo della capacità di intercettare e coinvolgere il pubblico attraverso l’utilizzo di risorse digitali in un’ottica multimediale e la possibilità di migliorare accessibilità e possibilità di fruizione di opere e documenti grazie alle nuove tecnologie e all’interoperabilità dei dati.

 





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