
In programma tre incontri di formazione dedicati agli operatori penitenziari, cui si aggiunge – mercoledì 20 aprile – un’anteprima pubblica aperta a tutta la cittadinanza con la proiezione di alcuni cortometraggi del Festival Divergenti, rassegna internazionale di cinema trans.
HANNO DETTO – Il progetto di formazione è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessora alle Pari opportunità Annalisa Rabitti; la direttrice degli Istituti di pena – Casa circondariale e di reclusione di Reggio Emilia Lucia Monastero; Margherita Graglia, coordinatrice del Tavolo interistituzionale per il contrasto all’omotransnegatività e per l’inclusione delle persone Lgbt del Comune di Reggio Emilia, e Anna D’Amaro, operatrice sociale dell’Associazione Mit – Movimento identità trans.
“Questo percorso di formazione – ha detto l’assessora Annalisa Rabitti – rappresenta un’azione innovativa pensata per l’accoglienza delle persone trans in carcere, per riuscire a comprendere al meglio i loro bisogni e necessità ed essere in grado di promuovere una maggiore inclusione sociale. Si tratta dell’esito di un lungo e prezioso lavoro di rete condotto dal Tavolo interistituzionale per il contrasto all’omotransnegatività e per l’inclusione delle persone Lgbt, che in questi anni ci ha permesso di mettere in campo una serie di azioni importanti e concertate per contrastare le discriminazioni nella quotidianità e nei diversi contesti in cui essa si articola”.
IL CORSO DI FORMAZIONE – Il progetto si inserisce nell’ambito delle azioni del Tavolo interistituzionale per il contrasto all’omotransnegatività e per l’inclusione delle persone Lgbt del Comune di Reggio Emilia, nel corso del quale è emersa l’importanza della formazione dedicata ai bisogni specifici delle istituzioni coinvolte, e in particolare – in questo caso – della peculiarità connessa alla detenzione delle persone trans.
La complessità della gestione di tale condizione nel contesto penitenziario richiede infatti interventi qualificati e mirati, e il corso ha l’obiettivo di dotare gli operatori degli strumenti conoscitivi e applicativi specifici, al fine di comprendere il fenomeno e di attuare interventi idonei, appropriati ai casi concreti e alle criticità emergenti. In una prospettiva di rete, la formazione intende rivolgersi a tutte le figure professionali – area sicurezza, trattamentale, giuridico-pedagogica, sanitaria, servizi comunali e privato sociale – che interagiscono con le detenute trans a partire dal primo ingresso, ma anche durante la permanenza e la fase di dimissione.
La finalità è quella di sviluppare la consapevolezza sulla rilevanza del lavoro congiunto e di offrire competenze per attivare e sostenere le risorse di rete locali connettendole con quelle nazionali. Per questo gli interventi formativi saranno condotti da specialisti e specialiste del settore, nonché da operatrici e operatori delle varie aree che, durante tutta la formazione, saranno coordinati dalla dottoressa Graglia – coordinatrice del Tavolo interistituzionale – allo scopo di sostenere e raccordare i processi attivati.
Al termine del processo formativo sarà redatto un vademecum che, a fronte degli aspetti emersi durante il percorso, conterrà le principali informazioni sulla detenzione delle persone trans, sulle buone pratiche da mettere in campo e sulle risorse di rete locale e nazionale. Il vademecum sarà presentato all’interno dell’Istituto penitenziario a una platea più ampia di polizia penitenziaria e in un successivo evento pubblico, aperto ad altre istituzioni e alla cittadinanza.
La formazione in partenza il 27 aprile è suddivisa in 3 moduli formativi da 4 ore ciascuno a cadenza settimanale: a seguire sono previsti due incontri di follow-up da 2 ore a cadenza mensile per raccogliere i bisogni emersi, suggestioni e rilanci del percorso.
I primi tre moduli sono previsti mercoledì 27 aprile, il 4 e l’11 maggio, dalle ore 9 alle 13 al Caffè letterario Binario49 di via Turri 49, in collaborazione con l’Associazione Casa d’Altri. Nelle mattine di formazione interverranno Margherita Graglia per l’area psico-sociale e per il coordinamento d’aula; Fabio Gianfilippi, magistrato di sorveglianza di Spoleto, componente del Tribunale di sorveglianza di Perugia, già componente della Commissione di riforma dell’ordinamento penitenziario nel suo complesso, per la parte normativa; operatrici dei servizi comunali e del privato sociale che operano sul territorio e a livello nazionale l’associazione Mit, l’associazione Ora d’Aria, la Casa circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino, la Casa di reclusione Roma-Rebibbia.
L’ANTEPRIMA – Sempre a Binario49, mercoledì 20 aprile alle ore 20.30, si svolgerà l’Anteprima rivolta alla cittadinanza con la proiezione di alcuni cortometraggi del Festival Divergenti – il primo e unico festival cinematografico in Italia a tematica specificamente trans ideato e realizzato dall’Associazione Mit, i cui esponenti saranno presenti per condurre la serata. Il festival seleziona e promuove il meglio della cinematografia internazionale dedicata all’immaginario trans, con l’obiettivo di offrire una visuale completa dell’identità trans in continuo mutamento, superare gli stereotipi negativi, i pregiudizi e le paure. Grazie alla volontà dell’Associazione Mit, per la prima volta verrà realizzata una proiezione anche all’interno dell’Istituto penitenziario reggiano per offrire un momento di riflessione e dibattito alle detenute trans e creare un legame tra il mondo dentro e il mondo fuori che possa favorire una maggiore inclusione e accoglienza.

