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Gruppo Hera porta circa 2.000 studenti in Antartide, di cui oltre 200 di Bologna






“What if…?” Cosa succederebbe se? È la domanda cuore del programma gratuito di divulgazione scientifica del Gruppo Hera dedicato alle scuole superiori per l’edizione 2021-22. E chi può rispondere meglio a questa domanda di donne e uomini che devono imparare a vivere per lunghi mesi in equilibrio con un contesto veramente estremo per raccontare in diretta a circa 2.000 giovani studenti l’importanza di fare ricerca ai confini del mondo? Altopiano antartico, 3.233 metri sul livello del mare. Temperatura minima mai registrata: -84,7. Qui, nel più inospitale degli habitat, si trova la stazione italo-francese Concordia, in cui al momento risiedono 13 persone.

Lo scorso anno, per la prima volta, già 1.400 studenti avevano avuto questa opportunità, così preziosa e di successo che la multiutility, in collaborazione con il progetto Net di Scienza Insieme e Pnra, ha deciso organizzare due collegamenti per l’edizione 2021-22, anche per andare incontro alle sempre maggiori richieste dei docenti.

Complessivamente sono stati tre gli istituti superiori bolognesi che hanno partecipato, Majorana, Bruno e Aldini-Valeriani, con 9 classi in totale per oltre 200 studenti.

Si è svolto il 4 maggio il primo nuovo appuntamento. Un incontro dal titolo “Legati a doppio filo” e dedicato agli oceani. Nonostante le distanze, infatti, l’Antartide non è indifferente agli effetti dell’inquinamento, prodotto da noi e arrivato in queste lande desolate, portato da venti e correnti, e da tempo il mondo della scienza guarda con preoccupazione al progressivo decremento dei ghiacciai che può modificare anche di metri il livello degli oceani, mettendo a rischio isole e città costiere in tutto il mondo. L’incontro tra gli studenti e i ricercatori – tra cui glaciologi, fisici dell’atmosfera, astrofisici, esperti in Ict -, è stata un’occasione per ragionare insieme sull’importanza delle nostre azioni e sulle conseguenze che queste possono provocare anche su territori così lontani da noi e con effetti su tutto il Pianeta. Al termine dell’incontro i ricercatori hanno dato la possibilità agli studenti di dare sfogo a molte curiosità, relative soprattutto alla vita quotidiana degli studiosi: Quali sono le motivazioni che spingono una persona ad intraprendere un’esperienza così estrema? Quali sono le opportunità e i limiti nel vivere in un posto come questo? E più nel quotidiano: come si gestiscono le risorse e quanto sono importanti per la sopravvivenza di chi ci vive e il rispetto del luogo? Domande che possono sembrare scontate ma anche fondamentali. Quello dei ricercatori con questo ambiente, per la loro sopravvivenza, è un rapporto fatto di rispetto e massima attenzione. Temi di assoluta rilevanza, specie in un momento storico di grande cambiamento come quello che stiamo vivendo, in cui il mondo si rivela d’un tratto così interconnesso e fragile e per questo il valore della scienza acquisisce una maggiore, determinante importanza che va diffusa alle giovani generazioni.

Proprio questo focus è stato al centro del secondo appuntamento dei ricercatori con gli studenti delle scuole superiori, avvenuto l’11 maggio. Le ricerche in Antartide e le evidenze scientifiche riscontrate anche sul clima della Terra fino a milioni di anni fa, infatti, sono fondamentali come segnali per capire e affrontare presente e futuro del nostro Pianeta. Durante l’appuntamento sono stati proprio gli studenti a potere interrogare gli studiosi sulle scoperte più recenti ed è stata un’occasione per approfondire la vita in questo luogo magico ed estremo, come esempio di stile di vita sostenibile.






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