
Ad aggiudicarsi il primo premio è stato a Jacopo Vecchi, “figlio d’arte” in quanto suo padre Paolo gestisce la nota azienda agricola Acetomodena di Cognento. A completare il podio sono stati, nell’ordine, Lauro Righetti e Mauro Rossi: per Righetti doppio riconoscimento in quanto è risultato vincitore anche del premio speciale “Re della Tavola” che viene conferito in seguito a un’ulteriore sfida con abbinamenti gastronomici che si è tenuta lo scorso 9 aprile alla Taverna Napoleone di San Lorenzo (Castelnuovo Rangone). Hanno chiuso la cinquina dei finalisti Gianluca Tagliavini, al quarto posto, e Patrizia Lazzaro.
Nella recente cerimonia di premiazione, sono state consegnate in dono a tutti i conduttori di acetaia in “nomination” per il titolo alcune doghe di botte dipinte da appendere nella propria soffitta assieme alle proprie batterie: a consegnarle sono stati il presidente dell’AED Mario Gambigliani Zoccoli ed il Vice Presidente Enrico Nasi.
Il concorso ha coinvolto anche gli studenti dell’Istituto “Venturi”, che con entusiasmo hanno partecipato presentando i loro bozzetti per la realizzazione del manifesto: per l’edizione 2022 era stato scelto quello realizzato da Niccolò Dal Betto della classe 4C. AED e Consorzio Produttori Antiche Acetaie hanno comunque ritenuto meritevoli altre opere, per cui sono state consegnate pergamene e bottigliette Giugiaro di Aceto Balsamico Tradizionale ad altri otto ragazzi che sono Lara Loschi, Federico Biagioni e Joshua Barbacini della classe 4E, Desirée Parisi e Ludovica Prandi di 4C, Eva Danila Galli, Sara Mastria e Giorgia Gattini della classe 4D.
Nell’occasione un riconoscimento è stato dato a Luciano Morselli e Luca Rattighieri, giovane studente dell’IISTAS “Lazzaro Spallanzani” di Castelfranco Emilia, i quali sono stati fregiati del “prestigioso” grembiule di esperti degustatori dell’AED.

«Manifestazioni come queste – commenta il presidente dell’AED Mario Gambigliani Zoccoli – ci permettono di tenere viva la tradizione balsamica familiare, creando anche dei ponti generazionali indispensabili per il mantenimento delle batterie e la conservazione della più tipica produzione gastronomica modenese. Non è un caso quindi che oltre alle tante famiglie partecipanti si coinvolgano anche gli studenti delle scuole superiori del territorio e i corsisti che ambiscono a diventare conduttori di acetaia. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. è un tratto distintivo del territorio e attrazione per i turisti gastronomici, quindi fonte di ricchezza e occasione di lavoro per i giovani. Ecco perché è bene promuovere iniziative come queste in maniera collegiale e all’interno di una strategia integrata: in questo modo cerchiamo di dare un futuro solido alle tradizioni di cui ci sentiamo anche custodi e ambasciatori».

