Continua al Teatro Dehon via Libia 59, Bologna, la 16^ edizione della rassegna “Diverse abilità in scena” promossa dall’associazione Gli amici di Luca a cura di Fulvio De Nigris. Domani mercoledì 18 maggio ore 21.00 il Gruppo Dopo…di Nuovo Gli amici di Luca presenta “Beckettiana – studio” regia di Alessandra Cortesi coordinamento pedagogico Antonella Vigilante. Lo spettacolo è frutto dei laboratori teatrali rivolti a persone con esiti di coma dimessi dalla Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Ingresso ad offerta libera.

Arriva al Teatro Dehon, in presenza, l’ultima produzione realizzata dal gruppo “Dopo…di nuovo Gli amici di Luca”.

“Lo spettacolo – dice la regista Alessandra Cortesi – nasce grazie ad una idea di Guido Ferrarini che ha conosciuto Beckett. Parlandone, ci siamo resi conto che le tematiche del teatro dell’assurdo, in particolare quello di Samuel Beckett, risulta  vicino a quello che può essere lo stato vegetativo e gli esiti di coma per come descrive i personaggi. Abbiamo lavorato con le persone che seguono il nostro laboratorio teatrale, anche online sui vari testi e ne è nato una sorta di  packwork”.

“Dopo il covid – dice Fulvio De Nigris direttore del Centro Sudi per la Ricerca sul Coma, Gli amici di Luca  –  torniamo finalmente in presenza con il nostro Teatro dei Risvegli, un progetto che nasce nel 2003 e nel quale, come scrive Claudio Cumani, giornalista e critico teatrale, nel suo libro ‘Cresciuti a pane e teatro ”abbiamo messo cuore, energia e pensiero sulla pratica creativa, la cura a la partecipazione sociale”.  Le stesse energie che non sono venute meno nei periodi in cui abbiamo agito online e che vedono oggi il ritorno a pieno regime sul palcoscenico”.

 

Dalle note di regia:

“C’è un’attesa che finisce per essere troppo tardi e un’attesa che devi per forza prendere con filosofia. Beckettiana è diventato questo: uno spettacolo sull’attesa… non solo quella di Godot. Una lunga attesa di andare in scena che si snoda tra rinvii, arresti, pandemie e qualcuno che non tornerà più e comunque è qui con noi. Siamo formalmente in ritardo, il tempo non ci basterà per metterci in bocca le parole cosí attinenti di Beckett. Un’altra sfida giocata con tutto il coraggio ostinato di Winnie, Vladimiro, Estragone, Ru, Flo, Vi, l’uomo senza parole e la donna dondolante, i personaggi creati dal drammaturgo che sembra assurdo solo a chi pensa che la norma sia la normalità. Sulla spinta di chi Beckett lo ha conosciuto davvero, abbiamo incontrato e giocato su quanto più materiale si poteva trovare. Siamo stati smarriti e abbiamo smarrito e ora non ci resta che aspettare con fervente fiducia  l’apertura del sipario”.