immagine d’archivio

L’eccezionale tempesta di grandine che ha colpito nel tardo pomeriggio di ieri l’Appennino modenese e parte della fascia pedecollinare provincia di Modena ha lasciato pesanti strascichi anche in agricoltura. E’ quanto afferma Coldiretti Modena dopo le verifiche in campo effettuate dai tecnici nella giornata di oggi.

Secondo le prime stime di Coldiretti Modena si aggira sul 50% il danno sui vigneti nella zona di Savignano, Vignola e Castelvetro dove le piante hanno perso le foglie, i grappoli nelle prime fasi di accrescimento, oltre a rami spezzati. Al danno diretto dovuto al distacco degli acini, i grappoli colpiti risultano più sensibili allo sviluppo di malattie con conseguenze sulla futura produzione. Più grave la situazione in Appennino dove – riporta Coldiretti Modena – i chicchi di grandine, caduti con dimensioni anche più grandi una noce, hanno procurato danni alle coltivazioni e alle strutture. A Serramazzoni a farne le spese sono stati i tetti delle stalle che, in taluni casi, sono stati letteralmente perforati dalla grandine che ha lasciato fori del diametro di 10 centimetri. A Palagano  – continua Coldiretti – è stato praticamente annientata, tra le altre, la coltivazione di grano dell’azienda Il Monte di Andrea Ferrarini che produce grani antichi che lavora nel mulino a pietra per ottenere farine e altri prodotti. Un esempio virtuoso di azienda giovane in un territorio a rischio spopolamento – sottolinea la Coldiretti modenese – che oltre ad aver visto distrutto buona parte della produzione in campo proprio a pochi giorni dalla raccolta, conta gravi danni alle strutture con il capannone completamente allagato. Ovunque in Appennino si segnalano poi smottamenti e ruscellamenti che imporranno lavori di ripristino dei terreni e delle scoline.

La caduta della grandine nelle campagne – sottolinea la Coldiretti – è la più dannosa in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi proprio alla vigilia della raccolta, mandando in fumo un intero anno di lavoro. Un evento climatico avverso che – precisa la Coldiretti – si ripete sempre con maggiore frequenza ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi, che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio, anche più grandi di una palla da tennis.

La grandinata di ieri è caduta a distanza di una sola settimana dall’ultimo disastroso episodio che aveva colpito sempre l’Appennino. Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Il risultato – conclude Coldiretti – è un conto per l’agricoltura di 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture.

 

 

Articolo precedenteCoronavirus, a Bologna e provincia inviati altri 20mila sms per invitare ad effettuare la quarta dose
Articolo successivoPonte di San Ruffillo a Bologna: domani mattina riapertura in anticipo rispetto ai tempi previsti