Le imprese dell’agrifood tra crisi internazionali e opportunità legate alla transizione green e digitale. Se ne è parlato oggi nell’ambito del #ItalianEXPerience, un ciclo di Forum locali settoriali organizzato da UniCredit, quest’oggi a supporto dell’export delle imprese della filiera agroalimentare di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

Durante la giornata è emerso il quadro di un settore, quello dell’agrifood, che è trainante per l’economia di questi territori, dal momento che esprime il 15% delle imprese e il 20% degli addetti della filiera agrifood italiana.

L’incontro, che si è svolto presso Palazzo Gnudi a Bologna, è stato aperto dagli interventi di Andrea Burchi (Regional Manager Centro Nord UniCredit) e di Elio Catania (Consigliere del Ministro per le politiche di innovazione nel settore agroalimentare e membro dell’Advisory Board Territoriale Centro Nord) e ha visto successivamente la presentazione dello studio “La filiera italiana dell’agrifood, tra crisi internazionali e transizione green e digitale” a cura di Andrea Dossena, Principal di Prometeia; a chiudere i lavori una tavola rotonda sulle nuove sfide della filiera agroalimentare animata, oltre che da Burchi e Catania, anche Gianpiero Calzolari (Presidente Granarolo Spa) e Giulio Gherri (Ceo ParmaFoodGroup ).

Nel pomeriggio 7 buyers provenienti da Polonia, Lituania e Lettonia hanno potuto incontrare circa 30 aziende del comparto nel corso del B2B #ItalianEXPerience, una fiera fisica e virtuale che utilizza “vetrine virtuali” allestite dai seller sulla piattaforma Digital Pavilion per facilitare l’incontro tra domanda e offerta e ricercare nuove partnership commerciali internazionali. Grazie a circa 60 incontri individuali “Business to Business” le imprese intervenute hanno avuto la possibilità di presentare i propri progetti di sviluppo e valorizzazione dei territori, conoscere nuovi potenziali clienti e promuovere le attività nei Paesi individuati al fine di attrarre nuove fette di turismo internazionale.

“Food EXPerience – spiega Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit – vuole essere un segno tangibile dell’attenzione da parte della Banca al comparto dell’agroalimentare, che rappresenta un settore strategico soprattutto nei territori di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche. La giornata di oggi, oltre a dare un contributo commerciale concreto ai nostri clienti partecipanti al B2B, ha offerto alla platea degli imprenditori presenti un momento di riflessione e di scambio importante, per affrontare in modo positivo lo scenario impegnativo che vede protagonista la filiera dell’agrifood. In questo contesto vogliamo supportare le imprese a intraprendere nuovi percorsi di crescita sostenibile, ad esempio sfruttando le opportunità che si aprono grazie ai fondi del PNRR. Ricordo anche che tra le iniziative realizzate da UniCredit a sostegno del settore rientra il plafond da 1 miliardo di euro recentemente destinato a sostenere le imprese agricole impattate dal caro energia e dal rialzo dei prezzi delle materie prime”.

 

INDAGINE PROMETEIA-UNICREDIT

L’indagine Prometeia-UniCredit ha evidenziato come i forti incrementi dei prezzi delle materie prime e le difficoltà di approvvigionamento su alcuni mercati stanno rischiando di frenare l’attività economica delle aziende italiane del comparto, che rappresenta oltre 1,2 milioni di imprese, 200 miliardi di fatturato e 1,5 milioni di addetti. Tuttavia, le prospettive per la seconda metà del 2022 sono orientate in direzione di un graduale alleggerimento dei prezzi dai picchi attuali, con ribassi medi del 15-20% circa in euro attesi nel 2023.

Per le regioni del Centro-Nord (Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria), che con 50 miliardi di euro pesano per il 25% del valore della produzione nazionale (16,8% l’Emilia Romagna, 4,2% la Toscana, 2,3% le Marche e 2% l’Umbria) grazie a una dimensione media del 68% superiore a quella nazionale, le strategie attivate per fare fronte all’attuale, complessa, congiuntura si declinano soprattutto nel contenimento di costi ed emissioni e in un approccio più strutturato ai mercati, in Italia e all’estero.

Riguardo al primo punto, che impatta maggiormente sul comparto agricolo, contemporaneamente responsabile di una grossa quota di emissioni e più esposto ai rischi dei cambiamenti climatici (siccità, eventi climatici estremi), oltre agli investimenti più tradizionali (le imprese del Centro-Nord hanno assorbito nel 2021 il 23% dei prestiti all’agricoltura, con una quota attorno al 40%, in crescita da anni, destinata all’acquisto di macchinari), saranno cruciali quelli più fortemente innovativi legati all’agricoltura di precisione e alla digitalizzazione.

Prometeia e UniCredit sottolineano inoltre come il valore delle esportazioni agrifood di questi territori si attesti nel 2021 sui 12 miliardi di euro, rappresentando un quarto dell’export nazionale di prodotti agricoli e dell’industria alimentare e il 18% delle bevande (incluso il vino), con una crescita del 13,4% tra 2020 e 2021.

Interessante la dinamica positiva degli investimenti da parte delle imprese del comparto, con una crescente quota di quelli destinati all’acquisto di beni strumentali (dal boom di Umbria e Marche, rispettivamente +15% e +12% nell’ultimo anno, alle comunque buone performance di Emilia Romagna e Toscana, che si attestano su un +6%)

Da rilevare infine le prospettive di sviluppo a livello di filiere, ambito in cui un contributo decisivo potrebbe arrivare da PMI Innovative e Start Up che, sebbene ancora marginali nell’agrifood, sono in continua crescita e orientate allo sviluppo di soluzioni dal contenuto fortemente innovativo per tutta la filiera (il 20% di queste imprese ha sede nel Centro-Nord).

 

 

 

Articolo precedenteCon la nuova app ‘SostaRE’ più semplice e senza commissioni aggiuntive pagare il parcheggio a Reggio Emilia
Articolo successivoAlpro lancia la bevanda 100% vegetale “Shhh… Questo non è lat*e”