Il Comune di San Felice sul Panaro dovrà restituire circa 900 mila euro al Gse, Gestore dei Servizi Energetici. Lo stabilisce la delibera di Arera (Autorità di regolazione per energia reti ed ambienti) che impone ai produttori di energia di restituire tutti gli introiti realizzati, fino al 31 dicembre 2022 e retroattivamente fino al 1° febbraio 2022, oltre il prezzo massimo fissato da Arera.

Importante notare come il prezzo di mercato di giugno è stato pari a 0,22 euro al Mwh, mentre il prezzo fissato massimo è 0,058 euro al Mwh: quasi tre quarti in meno. Il Comune di San Felice è considerato produttore di energia perché possiede otto campi fotovoltaici i quali rientrano nel perimetro di applicazione della deliberazione. Tra costi e ricavi questi campi generano un surplus di risorse pari a circa 500.000 euro ogni anno (dati 2019, ultimi non influenzati dalle fluttuazioni del prezzo dell’energia a seguito di covid e guerra in Ucraina) che sono necessari a finanziare le spese ordinarie del bilancio comunale.

La restituzione dei 900 mila euro è un fulmine a ciel sereno, non preventivata in alcun modo, e che rischia di paralizzare la vita amministrativa e finanziaria dell’Ente, drenando le poche risorse a disposizione dell’Amministrazione, considerando che solo per le utenze quest’anno il Comune sostiene un incremento di costi del 100-120 per cento rispetto al 2019. L’Amministrazione comunale si sta attivando a tutti i livelli per tutelarsi e sta verificando se sia possibile evitare il pagamento, non escludendo di ricorrere anche a vie legali. «Noi siamo un ente pubblico e non un’azienda privata che ha come finalità di realizzare utili – ha dichiarato l’assessore al Bilancio Gianpaolo Cirelli – quelle risorse ci servono per erogare servizi ai nostri cittadini e far funzionare la macchina comunale».

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