Una catena dell’emergenza per arginare e debellare la possibile trasmissione di Chikungunya, Dengue e Zica. È pienamente operativo nei mesi estivi (fino a ottobre) – 7 giorni su 7 e h24 – il sistema di “alert” del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SIP) dell’Azienda USL di Modena, che in stretta collaborazione con i Comuni del territorio vigila e interviene per bloccare le infezioni delle malattie trasmesse dalla zanzara tigre. La procedura coinvolge, oltre alle amministrazioni locali, il personale sanitario, il laboratorio di riferimento regionale presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, e tutto il Dipartimento di Sanità Pubblica. Negli ultimi anni i casi sospetti o confermati hanno riguardato esclusivamente persone rientrate da viaggi all’estero in Paesi dove queste malattie sono presenti allo stato endemico.

Il funzionamento della catena

All’inizio dell’anno il Servizio Igiene e Sanità Pubblica contatta i Comuni (specialmente quelli di pianura e pedemontani) per invitarli, tra le altre cose, ad attivare un rapporto di collaborazione con una ditta specializzata in disinfestazioni per il trattamento delle caditoie pubbliche con antilarvali e per effettuare eventualmente interventi in emergenza; comunicare un nominativo contattabile dal SIP anche in presenza di un solo caso sospetto.

 

Il professionista sanitario che riscontra in un paziente i sintomi riconducibili ad una delle tre patologie trasmissibili dalla zanzara tigre procede a:

  • Avvisare immediatamente il Servizio Igiene Pubblica (entro 12 ore)
  • Prelevare un campione di sangue che viene inviato immediatamente al Laboratorio di riferimento regionale a Bologna

 

Il Servizio di Igiene Pubblica, a seguito di tale comunicazione, provvede a:

  • Contattare il caso sospetto per effettuare un’indagine epidemiologica verificando disturbi, eventuali viaggi all’estero, luogo di residenza e possibili contatti.
  • Fornire al caso sospetto alcune indicazioni comportamentali che evitino punture di zanzare.
  • Contattare il referente del Comune di residenza e di altri eventuali Comuni dove la persona, per esempio, lavora o è domiciliato.
  • Avvisare la Regione

 

Il Comune (o i Comuni):

  • Provvede ad identificare l’area di intervento (generalmente strade e abitazioni comprese in un raggio di 100 metri dal domicilio o dal luogo di lavoro del caso sospetto).
  • Contatta la ditta di disinfestazione per l’immediata esecuzione dell’intervento previsto dal Piano regionale.
  • Predispone un’ordinanza urgente che fornisce i presupposti giuridici per gli interventi di disinfestazione da effettuare anche presso le aree private. Lo scopo è bonificare l’area individuata abbattendo tutte le zanzare tigre potenzialmente vettrici delle infezioni. L’intervento prevede l’uso di adulticidi alle prime luci dell’alba, per tre giorni consecutivi. Inoltre, viene avviato l’accesso nelle aree private da parte del personale della ditta di disinfestazione per la rimozione dei focolai (sottovasi, teloni, ecc.), il trattamento con larvicidi nei focolai non rimovibili (es. tombini, ecc.) e l’applicazione di adulticidi mediante pompe a spalla.

 

I provvedimenti e l’eventuale isolamento

Se il referto di laboratorio del caso sospetto conferma l’infezione, il Servizio Igiene Pubblica informa il Comune sulla necessità di attivare subito gli interventi previsti dal Piano regionale. Se il referto esclude, invece, la diagnosi, il SIP avvisa il Comune sulla possibilità di interrompere gli interventi da parte della ditta di disinfestazione.

Lo stesso Servizio Igiene Pubblica mantiene i contatti col paziente anche relativamente alla necessità di isolamento: se il caso è confermato dura 7 giorni dall’inizio dei sintomi da Chikungunya o Dengue; si sale a 14 giorni se si tratta di infezione da Zika virus. È previsto un follow up a distanza di 30 giorni.

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