Certo, tutti sanno che il calcio, in Italia, è lo sport nazionale. Ma il nostro Paese detiene anche un grande patrimonio di tradizioni e culture, che si esprime pure attraverso giochi e discipline sportive dalle origini antiche e popolari. Ad esempio, nei territori del medio Appennino, il gioco della Ruzzola, o Ruzzolone che dir si voglia. Questi due estremi hanno visto un punto di congiunzione questa mattina, quando diversi giocatori dell’AC Reggiana, in ritiro precampionato a Toano, hanno provato l’ebrezza del gioco della Ruzzola.

Tra questi, Martin Turk, Erik Lanini, Davide Guglielmotti, Varela Djamanca Muhamed, Filippo Orsi e il team manager Michele Malpeli si sono cimentati nel lancio del Ruzzolone sulle piste di Toano, adiacenti il campo di allenamento.

All’ombra dell’antichissima Pieve di Santa Maria in Castello, accompagnati da Giorgio Lamecchi, presidente nazionale di specialità del Ruzzolone, e da Giuliano Ferrarini, presidente provinciale Figest, la Federazione italiana degli Sport e Giochi Tradizionali, gli atleti della Reggiana hanno fatto vedere di sapersi destreggiare anche con questo antico gioco, che per chi non lo sapesse si basa su un cilindro di legno del diametro di circa trenta centimetri e del peso di qualche chilo, assomigliante pressappoco ad una forma di formaggio pecorino; si usa insieme al nastro che permette ai giocatori di lanciare. Ogni giocatore ha a disposizione una ruzzola, che deve far avanzare fino al traguardo, quindi realizzando lanci più lunghi possibile ma senza uscire dal percorso. La Ruzzola è uno sport molto seguito in particolare nei comuni di Toano e Carpineti, dove sono collocati alcuni campi di gara di alto livello (per Carpineti in località Colombaia), tanto da ospitare i prossimi Campionati Italiani della specialità, che si svolgeranno il 26, 27 e 28 agosto.

 

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