Le pesanti ripercussioni economiche del conflitto in Ucraina richiedono misure straordinarie e Modena non si tira indietro. A partire dalle prossime ore, in via eccezionale e nel rispetto tassativo massimo di 60 giorni, lo scalo merci ferroviario della città consentirà i traffici di argille provenienti su ferro e dirette su gomma al distretto ceramico. Terminata la fase emergenziale, si aprirà un percorso di rigenerazione dell’area che nell’arco di tre anni vedrà la progressiva dismissione dello scalo ferroviario con la riorganizzazione degli accessi per ridurre l’impatto sulla città e la graduale cessione di aree al Comune fino ad arrivare alla dismissione completa dello scalo e alla realizzazione del nuovo hub intermodale con la nuova stazione delle autocorriere, oltre a servizi e strutture di riconnessione con la città.

Lo stabilisce il Protocollo per la “Valorizzazione e riqualificazione delle aree dello scalo merci e delle aree esterne della stazione di Modena e l’espansione del polo logistico di Marzaglia” tra Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), Comune di Modena e FS Sistemi Urbani (Fssu), approvato dalla Giunta comunale nella mattinata di mercoledì 3 agosto.
L’attività straordinaria che si svolgerà nello scalo ferroviario in fase di emergenza nelle prossime settimane è conseguenza del conflitto in Ucraina che ha costretto le ceramiche del distretto a potenziare i rifornimenti in arrivo dalla Germania attraverso un accordo tra Confindustria ceramica e l’associazione tedesca dei produttori di materie prime. L’utilizzo dello scalo modenese è dovuto alla chiusura dello scalo di Dinazzano per i lavori di elettrificazione della tratta.
I tecnici del Comune sono già al lavoro per definire percorsi, modifiche agli accessi allo scalo ed eventuali opere stradali con l’obiettivo di arrecare il minor disagio possibile alla cittadinanza e alla viabilità della zona.
L’intesa con Rfi e Fssu, oltre a sancire l’utilizzo temporaneo dello scalo, segna appunto l’avvio del percorso di riqualificazione con un procedimento che in 12 mesi dovrà portare ad assegnare diverse aree all’amministrazione comunale. L’obiettivo finale è portare la stazione delle autocorriere al posto dello scalo merci contribuendo a farne il luogo principale dell’intercambio modale e a potenziare le connessioni con il centro storico e il quadrante Nord oltre la ferrovia. Lo stesso quadrante su cui insistono gli interventi del Programma Periferie, già inseriti in un accordo con Rfi per quanto riguarda il prolungamento del sottopasso ferroviario e del ciclopedonale e la riqualificazione dell’area.
Il Protocollo d’intesa sullo scalo merci, che stabilisce anche i tempi per la realizzazione da parte di Fssu del master plan condiviso col Comune, per l’analisi ambientale e per la concessione in comodato gratuito delle aree, è dunque frutto di una convergenza tra i tre soggetti concordi nel ritenere che “la completa e definitiva dismissione dello scalo merci costituisce un’opportunità per migliorare la qualità urbana, potenziare le modalità di trasporto alternative e la riconnessione del tessuto cittadino”. Una visione rispondente al Pug che inserisce le aree dello scalo merci tra quelle ad elevata specializzazione per le quali prevedere programmi di rigenerazione urbana, oltre che in sinergia con il Pums che sostiene il potenziamento della mobilità su ferro e intende rafforzare il ruolo di Hub intermodale della Stazione ferroviaria di Modena.
L’accordo avvia inoltre un tavolo tecnico per definire modalità e tempi di trasformazione delle aree dismesse e per studiare e progettare le prospettive di sviluppo ed espansione dell’area logistica di Marzaglia anche in funzione del crescente interesse ad allacciarsi all’infrastruttura Ferroviaria Nazionale nei pressi del Terminal che insiste sulla linea Bologna-Piacenza, nel corridoio Ten-T Scandinavo Mediterraneo, oggetto di un piano di investimenti di Rfi per il potenziamento tecnologico e l’adeguamento funzionale.

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