
A livello territoriale, sono nove le regioni in cui il boom dei costi dell’elettricità per le micro e piccole imprese supera il miliardo di euro e in questa classifica l’Emilia-Romagna è al terzo posto con una bolletta più pesante per 1.9 miliardi di euro, alle spalle solo di Lombardia e praticamente pari al Veneto. Tra i settori più colpiti anche lavorazioni molto presenti sul nostro territorio: in primis la ceramica, metallurgia e alimentare, gli altri settori ad altissimo rischio sono vetro, ceramica, cemento, carta, chimica, tessile, gomma e plastica.
“In Italia – sottolinea Gilberto Luppi, presidente Confartigianato Lapam – la velocità di crescita dei prezzi al consumo dell’energia elettrica è decisamente più elevata rispetto a quanto avviene nell’Unione europea: a luglio 2022, infatti, nel nostro Paese il prezzo dell’elettricità è cresciuto dell’85,3% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +35,4% della media dell’Eurozona e, in particolare, del +18,1% della Germania e del +8,2% della Francia. La situazione è insostenibile. Tra le nostre aziende si moltiplicano i casi di lockdown energetico e molti imprenditori rischiano la chiusura. Servono interventi immediati e altrettanto rapide riforme strutturali per riportare i prezzi dell’energia sotto controllo e scongiurare un’ecatombe di imprese e una crisi senza precedenti”.
Secondo Luppi “vanno subito confermate e potenziate le misure già attuate da questo esecutivo: azzeramento degli oneri generali di sistema per luce e gas, proroga del credito d’imposta sui costi di elettricità e gas per le imprese non energivore e non gasivore. Inoltre va fissato un tetto europeo al prezzo del gas e va recuperato il gettito calcolato sugli extraprofitti, per non aggravare la situazione del bilancio pubblico, e serve un gesto di responsabilità e solidarietà delle imprese energetiche a salvaguardia dell’intero sistema produttivo nazionale. Vanno anche sostenuti gli investimenti in energie rinnovabili e nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in particolare per creare Comunità Energetiche e per incrementare l’autoproduzione”.
Tra gli interventi sollecitati dal Presidente di Lapam Confartigianato, anche la riforma della tassazione dell’energia che oggi tocca il 51% della bolletta e che penalizza con maggiori oneri proprio le piccole imprese che consumano meno, in barba al principio ‘chi inquina paga’.

